
Si estende a destra e a sinistra il fronte degli oppositori al principio del "Cassis de Dijon", approvato dalle Camere federali nella sessione estiva. In linea coi rispettivi gruppi parlamentari, UDC e Verdi hanno infatti deciso di sostenere il referendum, lanciato dal viticoltore ginevrino Willy Cretegny per combattere la nuova disposizione mirante a facilitare le importazioni dall'Unione europea. In una votazione tenutasi per iscritto, il comitato dei Verdi ha deciso oggi di sostenere il referendum con 19 voti contro 14, ha comunicato il partito. Gli ecologisti temono che il principio del "Cassis de Dijon" possa non solo ridurre i prezzi, ma anche peggiorare gli elevati standard ambientali e qualitativi dei prodotti svizzeri. I Verdi deplorano nel contempo l'assenza di reciprocità, dato che la Svizzera si adegua alle prescrizioni europee senza pretendere nulla in cambio. Anche l'UDC sosterrà il referendum, sulla scia dell'opposizione manifestata in parlamento. Alcune sezioni cantonali hanno già iniziato a raccogliere le firme, ha dichiarato all'ATS Alain Hauert, portavoce del partito. L'UDC non aveva lanciato il referendum in quanto giudica la questione non prioritaria. Qualora dovesse però andare in porto l'accordo di libero scambio agricolo con l'Ue, i democentristi saranno in prima fila, ha ammonito Hauert. A favore del referendum si sono espressi in precedenza anche il gruppo dei Verdi alternativi di Berna, il POP vodese, la "Gauche en mouvement" (Sinistra in movimento), il sindacato romando Uniterre e il "Bauerliches Zentrum" presieduto dal consigliere nazionale Josef Kunz (UDC/LU). L'Associazione svizzera per la difesa dei piccoli e medi agricoltori (VKMB) dal canto suo non appoggerà il referendum, pur non opponendosi attivamente. E anche l'Unione svizzera dei contadini non si opporrà all'introduzione del principio del Cassis de Dijon: il parlamento ha accolto diverse nostre rivendicazioni, ha osservato all'ATS il portavoce Urs Schneider. I referendisti hanno tempo fino al primo ottobre per raccogliere le 50'000 firme necessarie. Il principio del "Cassis de Dijon" prevede che un prodotto autorizzato in un stato membro dell'Unione Europea possa essere liberamente venduto in tutti gli altri stati comunitari. Secondo la consigliera federale Doris Leuthard, adottando tale principio anche in Svizzera i prezzi di numerosi prodotti importati potranno diminuire nettamente, generando per i consumatori risparmi annui pari a oltre due miliardi di franchi. ATS
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