Cerca e trova immobili
Svizzera
Casse malati, ecco il controprogetto di Berna
Foto CdT/Reguzzi
Foto CdT/Reguzzi
Keystone-ats
6 anni fa
Il Governo rigetta l’iniziativa popolare socialista, ma contrappone un controprogetto indiretto che mira a incentivare i Cantoni nel ridurre i costi

Come già anticipato in maggio, il Consiglio federale respinge l’iniziativa popolare del PS per limitare i premi malattia, opponendole però un controprogetto indiretto che dovrebbe incitare i Cantoni a ridurre i costi sanitari. L’iniziativa chiede che i premi malattia - solo per l’assicurazione obbligatoria - non superino il 10% del reddito disponibile. A tale scopo la riduzione individuale dei premi (RIP) dovrebbe essere finanziata per almeno due terzi dalla Confederazione e il resto dai Cantoni.

Questi ultimi sono tenuti dalla legge ad accordare una RIP agli assicurati di condizioni economiche modeste. Nel 2019 ne beneficiava più del 27% di questi ultimi, ossia 2 milioni di persone. Se per i promotori dell’iniziativa la loro proposta costerà alla Confederazione tra 2,5 e 3 miliardi di franchi e ai Cantoni tra 0,7 e 1 miliardo, sulla base di stime proprie il Consiglio federale giunge alla conclusione che, nel caso di un’eventuale entrata in vigore dell’iniziativa nel 2025, i costi supplementari ammonterebbero a 6 miliardi

Che cosa non va
Il Consiglio federale deplora in particolare il fatto che la Confederazione si ritroverebbe a dover sussidiare la maggior parte della RIP, mentre è risaputo che i costi sanitari sono fortemente influenzati dalle decisioni cantonali. È il caso, per esempio, della pianificazione ospedaliera o delle tariffe di alcuni professionisti della salute. In questo senso, l’iniziativa non crea sufficienti incentivi al contenimento dei costi sanitari

Incitare a contenere i costi
Seppur consapevole dell’aggravio dei premi sul bilancio di molte famiglie, per il governo l’iniziativa si concentra solo sul finanziamento, ma non sui costi, ossia non contiene alcun dispositivo che inciti i Cantoni a risparmiare, specifica una nota odierna del Dipartimento federale dell’interno..

Contributo minimo cantonale
Stando al controprogetto indiretto, ogni Cantone dovrebbe versare un contributo minimo vincolato ai suoi costi sanitari lordi. Il contributo minimo corrisponde a una percentuale dei costi lordi cantonali calcolati addizionando i premi dell’assicurazione malattie pagati dagli assicurati con le partecipazioni ai costi da loro versati.

Se i premi pagati rappresentano in media più del 14% del loro reddito disponibile, il Cantone in questione dovrà destinare un importo equivalente al 7,5% dei costi sanitari lordi per ridurre i premi. Nel caso in cui i premi rappresentino al massimo il 10% del reddito disponibile, la percentuale minima sarà al massimo del 4%. Se i premi rappresentano in media tra il 10 e il 14% del reddito disponibile, l’importo da versare da parte del Cantone raggiungerà il 5% dei costi sanitari lordi.

“Incentivo a ridurre i costi della salute”
Con questo sistema, i Cantoni con i costi sanitari più elevati e nei quali il carico dei premi che grava sulle famiglie è maggiore, globalmente dovranno pagare di più dei Cantoni che hanno costi più bassi. Pertanto i Cantoni saranno incentivati a limitare l’incremento dei costi sanitari. Il contributo federale, invece, rimarrebbe immutato al 7,5% dei costi sanitari lordi, pagando quindi, nel caso “peggiore”, la stessa quota dei Cantoni.

In base alle cifre del 2017, l’Ufficio federale della sanità pubblica ha valutato a 777 milioni il costo del controprogetto per i Cantoni. Rispetto all’iniziativa popolare questi costi supplementari aumenterebbero nel tempo in modo nettamente minore.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata