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Svizzera
Cassa pensioni FFS: cda approva progetto risanamento, SEV scettico
Redazione
17 anni fa

Il consiglio d'amministrazione delle FFS ha approvato il progetto di risanamento della Cassa pensioni dell'ex regia. L'obiettivo è di aumentare il grado di copertura della cassa ad almeno il 100% nei prossimi dieci anni. Tale proposta comporta importanti sforzi finanziari per i dipendenti, i pensionati e le Ferrovie, indicano le FFS in una nota odierna. Dal canto suo, il Sindacato del personale dei trasporti (SEV) giudica il piano di risanamento "al limite del sopportabile". Secondo le FFS, il contributo necessario al riassestamento della cassa pensioni ammonta a 3,69 miliardi di franchi, di cui 1,32 miliardi sono presi a carico dall'azienda. Ciò comporterà un aggravio annuo di circa 100 milioni di franchi nei prossimi dieci anni e di 25 milioni nei successivi quindici. La partecipazione della Confederazione, che deve ancora essere approvata dal Parlamento, ammonta invece a 1,15 miliardi di franchi. Per il cda dell'ex regia il risanamento è urgente, poiché a fine 2008 il tasso di copertura era pari al 79,2%. Per i dipendenti e i pensionati dell'azienda, il piano di risanamento necessiterà sacrifici per 1,22 miliardi di franchi. 385 milioni proverranno dal contributo obbligatorio del 2% del salario per il periodo tra il primo gennaio e il 30 giugno 2010, poi del 2,5% dal primo luglio e fino alla copertura del 100%. I dipendenti dovranno anche rinunciare ad altri 165 milioni di franchi, legati al mancato versamento degli interessi del capitale vecchiaia nel 2009. La retribuzione sarà inoltre portata al tasso minimo fissato dal Consiglio federale nella LPP, il che comporterà una perdita di ulteriori 670 milioni di franchi. Dal canto loro, i pensionati dovranno continuare a rinunciare all'adeguamento al rincaro dei beneficiari di rendite, come già avviene dal 2004. Inoltre, dal primo luglio 2010, l'età pensionabile sarà portata dagli attuali 63,5 a 65 anni. La reazione dei sindacati non si è fatta attendere. Secondo il presidente del SEV, Giorgio Tuti, tali misure sono "molto pesanti e peggioreranno drammaticamente l'attrattiva delle FFS come datore di lavoro". Pur accogliendo favorevolmente gli sforzi dei vertici dell'azienda per coprire i debiti della cassa pensioni, il sindacato transfair li ritiene "molto dolorosi per gli assicurati". Per entrambi i sindacati il contributo della Confederazione dovrebbe essere portato da 1,15 a 3,4 miliardi di franchi. Il Consiglio federale "non ha voluto far fronte ai propri impegni nei confronti della cassa pensioni FFS", ha deplorato il SEV, precisando che ora "aspetta con impazienza il messaggio" che sarà trasmesso al Parlamento. ATS

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