
Le Ferrovie federali svizzere, dopo aver chiesto alla Confederazione la copertura integrale del "buco" di 3,2 miliardi nella loro cassa pensione, hanno accettato la somma di 1,148 miliardi proposta in giugno dal Consiglio federale. Se il parlamento dovesse decidere ulteriori tagli l'ex regia federale non esclude di rivolgersi ai tribunali. Il portavoce delle FFS Daniel Pallecchi ha confermato oggi una informazione in tal senso della "Neue Zürcher Zeitung". Inizialmente, il governo aveva lasciato intendere di voler privilegiare una variante che sarebbe costata alla Confederazione 662 milioni. Le FFS avevano allora minacciato di avviare un'azione legale contro la Confederazione, prima di fare retromarcia nell'attesa di una soluzione "politica". ATS
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