
A seguito delle nuove norme francesi, che imporranno dalla prossima estate ai frontalieri di utilizzare il sistema sanitario francese, l'Ospedale universitario di Ginevra (HUG) rischia di perdere 25 milioni di franchi all'anno. Anche i pazienti degli studi medici dovrebbero fortemente calare. I frontalieri residenti in Francia - tra i quali numerosi cittadini elvetici - che lavorano in Svizzera dispongono attualmente di un "diritto di opzione" per le spese sanitarie, ossia la libera scelta fra il sistema svizzero, l'assicurazione malattia francese e un'assicurazione privata francese, spesso meno costosa. Delle 169'000 persone che risiedono nell'Esagono e lavorano nella Confederazione, 153'000 hanno un assicurazione privata e 7000 una cassa malattia svizzera. Dal primo di giugno però, coloro che hanno scelto di essere assicurati in Francia potranno farlo solo tramite la sicurezza sociale francese. La decisione in tal senso del governo di Parigi dovrebbe portare nelle casse della "Securité sociale" 100 milioni di euro il primo anno e 150 milioni i seguenti. Tale decisione avrà però conseguenze in Svizzera: "nel 2011 i pazienti domiciliati all'estero rappresentavano infatti 4000 degenze, poco più del 7% del totale", ha spiegato all'ats Karine Martinez dell'HUG. Un gruppo di lavoro è già stato creato per far fronte alla nuova situazione. Il presidente dell'associazione dei medici ginevrini Pierre-Alain Schneider ha da parte sua dichiarato di aspettarsi una diminuzione del 5% del numero di pazienti. Il calo potrebbe però essere minore: alcune persone continueranno a farsi curare dal loro medico in Svizzera pagando le consultazioni di tasca propria.
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