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Svizzera
Cassa malattia: 75% svizzeri vogliono obbligatorietà
Redazione
14 anni fa

Le velleità dell'UDC di abolire l'obbligatorietà dell'assicurazione malattia non trovano riscontro nella popolazione svizzera: i tre quarti degli aventi diritto di voto sono contrari, stando ad un sondaggio pubblicato oggi. L'indagine demoscopica, realizzata per il sedicesimo anno consecutivo, rivela anche che la quota di intervistati favorevole a una cassa unica è rimasta stabile al 40%. Il "Monitoraggio della sanità gfs 2012", presentato in una conferenza stampa a Berna, è stato realizzato dall'Istituto di ricerche gfs.berna di Claude Longchamp su mandato di interpharma, associazione delle imprese farmaceutiche svizzere che praticano la ricerca. È stato realizzato ogni anno dall'introduzione della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) nel 1996. Sono state interrogate 1200 persone delle tre regioni linguistiche tra il primo aprile e il 14 maggio. La sera del 17 giugno, quando il 76% degli elettori ha bocciato la riforma della LAMal volta a favorire un sistema di cure integrate (Managed Care), il presidente dell'UDC e consigliere nazionale Toni Brunner (SG) ha prospettato l'abolizione dell'obbligo di assicurarsi presso una cassa malattia: porterebbe "più libertà" e rafforzerebbe "la responsabilizzazione personale", ha affermato. Ma l'idea, stando al sondaggio gfs, proprio non piace: i tre quarti degli interrogati vogliono "conservare questo carattere obbligatorio". È la prima volta che la questione è integrata nel "Monitoraggio". Il dibattito sempre più intenso attorno all'opportunità di introdurre una cassa malattia pubblica unica non ha fondamentalmente modificato i pareri della popolazione, constatano gli autori della ricerca. Come nel 2011, il 40% degli intervistati è favorevole alla cassa pubblica. È invece aumentato il numero degli indecisi, che passano dal 9% al 15%. Favorevoli allo status quo sono il 45% degli interrogati. ATS

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