
È riuscita l'iniziativa per "una cassa malati unica": i promotori hanno infatti annunciato di aver raccolto 115'468 firme, che saranno consegnate domani alla Cancelleria federale. La scadenza ultima era fissata al 31 luglio.L'iniziativa chiede che l'assicurazione sociale contro le malattie venga esercitata da un unico istituto nazionale, in cui sarebbero rappresentati Confederazione, Cantoni, assicurati e fornitori di prestazioni.I promotori - PS, Verdi, associazioni di pazienti e organizzazioni per la protezione dei consumatori - hanno riunito le sottoscrizioni in meno di undici mesi.L'istituto unico voluto verrebbe chiamato a costituire agenzie cantonali o intercantonali, che sarebbero incaricate della fissazione dei premi, della loro riscossione e della rimunerazione delle prestazioni.In caso di accettazione dell'iniziativa, le casse private dovrebbero ritirarsi dall'assicurazione di base obbligatoria, per concentrarsi unicamente sul mercato delle prestazioni complementari.Non è la prima volta che il tema approda alle urne: l'11 marzo del 2007 il popolo svizzero è infatti stato chiamato ad esprimersi su un'iniziativa intitolata "per una cassa malati unica e sociale", poi respinta nella misura del 71,2% e da tutti i cantoni, tranne Giura e Neuchâtel. In quel caso - a differenza di oggi - il testo chiedeva tuttavia che i premi assicurativi venissero calcolati in funzione del reddito."I costi dipendono dalle prestazioni"
Per Paolo Beltraminelli, Direttore del Dipartimento Sanità e Socialità del Canton Ticino, la questione non è così semplice: “Prima di tutto bisogna capire che tipo di cassa malati si vuole. Non dimentichiamo che stiamo facendo dei correttivi a livello di vigilanza delle casse malati. Questo ci permette di poter agire in un sistema che esiste già. Attenzione però a cambiare qualche cosa che tutto sommato funziona e bisogna capirne le conseguenze”.Il problema più sentito sono i premi che aumentano sempre più. Beltraminelli vuol precisare un punto. “Vogliamo una cassa malati unica federale? Se si domandiamoci poi quale dovrà essere la responsabilità dei cittadini. Ci sarebbe un ricorso alla cassa malati per ogni cosa. Questo perché la cassa sarebbe gestita dalla politica, la quale tende a voler accontentare gli elettori. Quindi si potrebbe prospettare un allargamento del catalogo delle prestazioni”.“Ed è qui il nocciolo del problema – continua Beltraminelli – i premi sono calcolati in base ai costi. Se non si diminuiscono i costi i premi non possono diminuire. Certo una cassa unica permette più trasparenza ma per quel che riguarda i costi avrebbe ben pochi margini di manovra, a meno di non diminuire le prestazioni riconosciute”.“Io darei ancora una chance a questo sistema. La politica deve intervenire di più. Bisognerà mettere un “corsetto” più stretto alle casse malati, esigere trasparenza. I premi di un cantone dovranno corrispondere ai costi di quel cantone” conclude Beltraminelli.ATS/MM
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