Cerca e trova immobili
I dati
Cassa malati insostenibile? Gli svizzeri pronti a fare delle rinunce
© CdT / Chiara Zocchetti
© CdT / Chiara Zocchetti
Redazione
7 ore fa
È quanto emerge dal nuovo barometro della salute realizzato dall’istituto GFS per Interpharma, sulla base delle risposte di 1.046 persone.

Di fronte al previsto nuovo aumento dei premi di cassa malati, che saranno presentati la prossima settimana, una parte crescente della popolazione, pur di risparmiare e non soccombere sotto le bollette, si dice pronta ad accettare alcune limitazioni nella libertà di scelta e nel catalogo delle prestazioni. Il dato, riporta il Blick, emerge dal nuovo barometro della salute realizzato dall’istituto GFS per Interpharma, sulla base delle risposte di 1.046 persone. Il 65% di esse accetterebbe una limitazione della libera scelta dell’ospedale per ridurre i costi: sedici punti percentuali in più rispetto al 2025.

Anche la rinuncia alla libera scelta del medico raccoglie un consenso maggioritario, seppur più contenuto: il 57% si dichiara favorevole, contro il 43% dello scorso anno.

La stessa tendenza si osserva rispetto al catalogo delle prestazioni dell’assicurazione di base. Il 50% degli intervistati sarebbe disposto ad accettarne una riduzione, a condizione che ciò comporti effettivi risparmi. Nel 2025 la quota era del 36%.

Quasi otto persone su dieci approvano poi l’introduzione di una penalità finanziaria per chi si rivolge al pronto soccorso per problemi di lieve entità. Il 69% ritiene inoltre che i farmaci prescritti per disturbi minori dovrebbero essere pagati direttamente dal paziente. Il 56% sostiene misure automatiche di contenimento della spesa, mentre il 62% guarda con favore a un’assicurazione con budget limitato e un catalogo di prestazioni più ristretto. Il 54% approva invece l’idea di una cassa malati unica.

Sul finanziamento del sistema emergono però posizioni non sempre coerenti. Il 67% sostiene il principio dei premi pro capite, uguali per tutti, mentre il 63% è favorevole a premi commisurati al reddito.

La disponibilità al cambiamento non è comunque illimitata. Il 53% degli intervistati si oppone a un aumento della franchigia minima, oggi fissata a 300 franchi e al centro di discussioni parlamentari. La metà degli assicurati respinge inoltre i modelli che impongono un unico punto di accesso al sistema sanitario prima di poter consultare uno specialista.

La fotografia restituita dal barometro è quella di un sistema arrivato a un punto delicato: i cittadini chiedono di contenere la crescita dei premi, ma accettano le rinunce solo se accompagnate da maggiore efficienza, trasparenza e qualità delle prestazioni.