
Un tema caldo di questi giorni è sicuramente quello dell’aumento dei premi della cassa malati, nel nostro Cantone pari a un +9,2%. Il Consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri ha deciso di inoltrare un’interpellanza al Consiglio federale, dove vengono citati sia l’aumento della cassa malati, le perdite in borsa, così come i profughi ucraini.
“Soldi bruciati in borsa”
Nell’interrogazione si legge che secondo l’esperto di assicurazione malattia Bruno Cereghetti (già capo dell’Ufficio assicurazione malattia del DSS) le casse malati “starebbero bruciando 2,5 miliardi di franchi di riserve in operazioni borsistiche”. Per Quadri è “ovviamente riprovevole che somme di questo ammontare vengano polverizzate sui mercati finanziari, invece che restituite ai cittadini”. Il Consigliere nazionale ritiene inoltre che questa situazione si stia verificando perché “il Consiglio federale e il Consiglio degli Stati si sono finora sistematicamente opposti alla restituzione obbligatoria delle riserve in esubero degli assicuratori malattia”. Le riserve, ricorda sempre Quadri, vengono infatti costituite tramite i premi, “che nel 2023 subiranno come noto un’impennata”.
Molti gli interrogativi
Questa “stangata” sui premi di cassa malati annunciata nei giorni scorsi da Berset “suscita vari interrogativi”. Per questo motivo Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale:
- Il CF è in grado di indicare quale ammontare delle riserve degli assicuratori malattia è stato “bruciato” sui mercati finanziari?
- Quale parte dell’aumento di premio annunciato per il 2023 imputabile a perdite borsistiche degli assicuratori malattia?
- L’aumento medio dei premi in Ticino, del 9,2%, suscita enorme contrarietà e preoccupazione. Lo stesso Consiglio di Stato ticinese lo reputa ingiustificato. Perché, invece, il CF lo ha approvato?
- Per l’ennesima volta il Ticino si trova confrontato con uno degli aumenti di premio più pesanti in assoluto. Il Ticino è notoriamente il Cantone con gli stipendi più bassi della Svizzera, ed il divario con il resto del Paese si allarga sempre più; ciò a seguito della libera circolazione delle persone e della conseguente esplosione del frontalierato. Non ritiene il CF che questa situazione meriterebbe una particolare attenzione, rispettivamente dei correttivi?
- E’ già accaduto che assicuratori malattia volessero ridurre i premi mentre e l’UFSP si sia opposto? Se sì, in quali occasioni e per quali motivi?
- A quanto ammontano i costi sanitari generati:
a) Dai profughi ucraini
b) Dai richiedenti l’asilo?
- E’ consapevole il CF che parte del problema dell’invecchiamento demografico in Ticino, con conseguente aumento dei costi sanitari, è imputabile a cittadini confederati che vi trascorrono la terza età dopo la pensione? Non ritiene il CF che questa situazione (notoria e consolidata) dovrebbe implicare un meccanismo compensatorio tra Cantoni?

