
I premi dell'assicurazione malattia di base già da tempo non sono più socialmente sopportabili: è la reazione dell'Unione sindacale svizzera (USS) alla comunicazione del rincaro medio (+1,2%) annunciato oggi a Berna dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).
Finché l'assicurazione non sarà finanziata in altro modo ogni aumento dei premi causerà ineguaglianze sociali, scrive l'USS in un comunicato.
I costi della salute continueranno ad aumentare, non fosse altro che per l'invecchiamento della popolazione: non è invece una legge di natura che le fatture debbano farsi più salate per le fasce di reddito basse e medie. Il correttivo sociale sono i sussidi: ma nel 2017 undici cantoni hanno speso meno per la riduzione dei premi che dieci anni prima, nonostante l'aumento dei premi (+43%) e della popolazione (+12%), sottolinea la federazione sindacale.
Per l'USS è da accogliere positivamente l'iniziativa lanciata la settimana scorsa dal partito socialista per limitare l'onere finanziario derivante dai premi di cassa malattia a massimo il 10% del reddito a disposizione delle famiglie. Ma al di là di questa la partecipazione diretta degli assicurati ai costi non deve assolutamente aumentare: in questo campo secondo l'USS la Svizzera batte già tutti i record.
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