
Sulla base della procedura abbreviata prevista dal nuovo codice di procedura penale, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) si è accordato con Friedrich Tinner e suoi figli Marco e Urs in merito alle accuse e alla pena a loro carico per traffico di materiale nucleare verso la Libia. La procura federale ha riferito oggi di aver trasmesso giovedì scorso il dossier al Tribunale Penale Federale (TPF) di Bellinzona. I tre ingegneri sangallesi sono accusati di aver collaborato tra il 1998 e il 2003 con il padre della bomba atomica pachistana Abdul Qadeer Khan e di essere implicati in un traffico verso il paese governato da Muammar Gheddafi di elementi destinati alla fabbricazione di centrifughe a gas per ottenere uranio arricchito. Per i tre l'accusa è di infrazione alla legge federale sul materiale bellico. Spetta ora al TPF decidere in un'udienza pubblica se accettare di giudicare gli accusati secondo la procedura agevolata e stabilire un verdetto di colpevolezza. Il rito abbreviato può essere applicato solo ai casi i cui la pena massima non è superiore ai cinque anni e si svolge senza audizione di testimoni. Il MPC conclude un accordo con gli imputati che riconoscono quanto stabilito a loro carico e propongono al TPF di pronunciare la colpevolezza. Se il TPF accoglie la proposta molti aspetti oscuri legati alla vicenda Tinner potrebbero rimanere per sempre nell'ombra. In particolare le esatte attività della famiglia e la loro collaborazione con la CIA americana, nonché il ruolo giocato in questo ambito da Svizzera e Stati Uniti. La procura federale aveva aperto nel 2004 un procedimento contro i due fratelli Tinner e il loro padre, arrestati nel 2005. Secondo il rapporto finale d'inchiesta del giudice istruttore federale Andreas Müller, consegnato un anno fa, i Tinner avrebbero collaborato tra il 1998 e il 2003 con la rete del pachistano Abdul Qadeer Khan, che forniva alla Libia tecnologia per la bomba atomica. Gli ingegneri svizzeri nel giugno del 2003 sarebbero stati assoldati dai servizi segreti americani e avrebbero contribuito allo smantellamento della reta di Abdul Qadeer Khan nel 2004. L'avvocato di Urs Tinner ha confermato nel 2008 che la famiglia ha ricevuto un milione di dollari dalla CIA. Nella nota odierna il MPC sottolinea che non ha potuto accertare definitivamente se gli imputati abbiano collaborato allo smantellamento del programma libico di armi nucleari, poiché nell'estate del 2007 il Governo svizzero ha vietato il perseguimento penale dei relativi reati di natura politica e ha ha fatto distruggere importanti documenti del dossier d'inchiesta. Di conseguenza, il MPC non può sottoporre al tribunale questi punti per valutazione. ATS
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