
Il Consiglio federale non transige sulla distruzione di circa 100 pagine del dossier sul Tinner. In una nota diramata questa sera, il governo ribadisce di aver deciso di sopprimere i documenti avvalendosi di un suo diritto "sancito dalla Costituzione federale" e aggiunge: "Contro questo tipo di decisioni del Consiglio federale non sono previsti rimedi giuridici. Pertanto, passano subito in giudicato". "È quindi stabilito definitivamente - afferma il comunicato del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) - che gli atti in questione riguardanti la progettazione di armi nucleari (...) non vengono resi accessibili come prove per procedimento penale. L'ordine di sequestro (...) non era valido fin dall'inizio e quindi è da considerarsi nullo. Sulla base di questa decisione di sequestro non possono pertanto essere ordinate misure coercitive valide." "Al DFGP continua a essere affidato il compito di far eseguire le decisioni del Consiglio federale concernenti la distruzione degli atti più sensibili", conclude la nota. ATS
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