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Caso Tariq Ramadan: niente silenzio su violenza carnale
Caso Tariq Ramadan: niente silenzio su violenza carnale
Caso Tariq Ramadan: niente silenzio su violenza carnale
Redazione
7 anni fa
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso dell' islamologo che, accusato di stupro, aveva chiesto di serbare il segreto sul procedimento

Il Tribunale federale (TF) ha respinto un ricorso di Tariq Ramadan. Il controverso islamologo aveva chiesto alla giustizia di obbligare una querelante che lo ha accusato di stupro, nonché ai suoi avvocati, di serbare il segreto sul procedimento in corso, avviato a Ginevra.

Invocando la presunzione d'innocenza e la regolarità della procedura, Ramadan si era scagliato in particolare contro le dichiarazioni alla stampa dei legali della querelante, sostenendo che stavano conducendo una campagna mediatica contro di lui.

In una sentenza dello scorso 16 gennaio ma resa nota solo oggi, il TF ha dichiarato che non sussistono le condizioni per un obbligo di serbare il silenzio sulla vicenda. Inoltre, la stampa ha riportato solo le accuse penali presentate e il loro contenuto, mentre le dichiarazioni dei legali erano da intendere come opinioni personali.

Secondo quanto rivelato oggi da RTS e "Tribune de Genève", il TF ritiene che non ci sia bisogno di temere informazioni unilaterali dai media. Dal dossier, spiegano i giudici losannesi, emerge che sulla stampa non mancano neanche gli interventi di Ramadan e dei suoi avvocati.

La Corte penale dei ricorsi ginevrina (CPR), in precedenza, aveva respinto due volte - nel 2018 e nel 2019 - una richiesta in questo senso.

Il 13 aprile 2018 una cittadina svizzera ha presentato a Ginevra una denuncia penale nei confronti di Ramadan per coazione, sequestro di persona, coazione sessuale qualificata, stupro qualificato e altri reati. I fatti sarebbero avvenuti nel 2008 in un hotel ginevrino.

L'islamologo svizzero, che si professa innocente nelle varie inchieste giudiziarie, è stato incriminato anche in Francia per due casi di violenza carnale e una terza denuncia è stata depositata sempre in Francia per uno stupro di gruppo avvenuto nel 2014.

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