
Il Tribunale federale (TF) respinge la richiesta di revisione del processo da parte di Erwin Sperisen, cittadino svizzero e guatemalteco, che si fondava sulla ricusazione di una giudice federale. La Corte ha inoltre respinto la controversa richiesta di revoca della condanna dell'ex direttore generale della Polizia nazionale civile (PNC) del Guatemala dopo l'assoluzione del suo braccio destro in Austria. In una prima sentenza pubblicata oggi, la Corte di diritto penale ritiene che le motivazioni avanzate da Sperisen per chiedere la revisione della giudice - Laura Jacquemoud-Rossari, responsabile dell'istruttoria sul caso - sono state invocate tardivamente. Inoltre, le circostanze non consentono di stabilire la prevenzione da parte di quest'ultima.
L'ex capo della polizia del Guatemala e i suoi legali denunciavano una collusione tra Jacquemoud-Rossari e l'ex procuratore generale ginevrino Bernard Bertossa. Quest'ultimo è il padre dell'attuale primo procuratore Yves Bertossa, che ha avuto il ruolo di accusa a Ginevra contro Sperisen. Secondo il TF, appare poco verosimile che il guatemalteco abbia avuto conoscenza, dalla stampa, di questo motivo di ricusazione un mese dopo la sentenza di Mon Repos del 14 novembre 2019 che confermava la pena di 15 anni di reclusione per complicità nell'assassinio di sette detenuti nel 2006.
FigueroaIn una seconda decisione, la Corte di diritto penale non è entrata in materia sulla denuncia per delitti contro l'onore depositata da Javier Figueroa, amico di lunga data e braccio destro di Sperisen in seno alla polizia del Guatemala. L'uomo chiedeva la revoca della condanna del suo capo. Secondo Figueroa, la sentenza del 14 novembre 2019 lo presentava come il capo di un commando responsabile della morte di sette detenuti nel 2006 nel corso dell'operazione "Pavo Real", compiuta per riprendere il controllo del penitenziario di Pavon in seguito a una rivolta. Tuttavia, Figueroa è stato assolto in prima istanza da tutte le accuse nel 2013 da un tribunale austriaco. Una sentenza che non è stata impugnata ed è dunque definitiva.
Dal momento che la "revoca" non è prevista dalla procedura, il TF ha trattato questo caso come una richiesta di revisione. Secondo Figueroa la sentenza contro Sperisen viola la sua presunta innocenza. Per i giudici losannesi, tale conclusione è in conflitto con l'autorità di "res iudicata" della sentenza e dunque impone una non entrata in materia. In merito alla denuncia per delitti contro l'onore, la Corte riconosce che per il ricorrente - così come altri membri del commando dell'operazione - vale sempre la presunzione d'innocenza poiché non è stato condannato. Inoltre, i giudici sottolineano che la giustizia ginevrina prima e il TF dopo evocavano chiaramente la sua assoluzione. La decisione della giustizia austriaca, sottolinea Mon Repos, non può essere invocata nei confronti di un procedimento diretto esclusivamente contro Sperisen.
Il TF ha poi precisato che la giustizia elvetica ha provato le accuse nei confronti dell'ex capo della PNC in Guatemala, ad esempio tramite video dell'assalto alla prigione girati proprio dallo stesso Sperisen in cui era possibile stabilire anche la presenza di Figueroa. L'accusa di aver condannato Sperisen come "complice di un uomo assolto", sollevata dalla difesa, viene così respinta.
Lungo procedimentoSperisen è stato arrestato nell'agosto 2012 a Ginevra, dove si era rifugiato con la famiglia nel 2007. La Procura ginevrina lo ha accusato di atti risalenti al periodo 2004-2007, quando era direttore generale della Polizia nazionale civile del Guatemala. Il cittadino svizzero e guatemalteco è poi stato condannato a 15 anni di carcere nell'aprile 2018 a Ginevra. La pena, dopo numerose peripezie giudiziarie, è stata confermata dal TF lo scorso 14 novembre. Solo pochi giorni fa, gli avvocati di Figueroa hanno inoltrato nel canton Vaud una denuncia penale per diffamazione contro cinque giudici federali incaricati del caso Sperisen. La procura di Vaud è competente perché il Tribunale federale ha sede a Losanna. I legali accusano i giudici della corte penale del TF di aver menzionato il nome del loro cliente 123 volte nella sentenza contro Sperisen e di averlo definito responsabile di vari omicidi.
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