
La fiducia in Samuel Schmid continua a scemare, non solo sulla stampa, dopo le ultime rivelazioni, secondo le quali il ministro della difesa sapeva del procedimento penale contro il futuro (oggi ex) capo dell'esercito Roland Nef ben prima di quanto ha pubblicamente dichiarato. L'UDC chiede agli altri partiti di assumere infine una posizione chiara. Anche i socialisti, finora indulgenti verso il consigliere federale, parlano ormai di una "situazione insostenibile", mentre il PPD rimane prudente e il PLR ancora non si pronuncia. Il presidente dell'Unione democratica di centro Toni Brunner "non si sorprende più di niente". I partiti devono infine assumersi le loro reponsabilità e chiedersi se si può continuare così, ha detto oggi all'ATS. A suo avviso, tutti coprono Schmid per pura tattica politica. Il consigliere nazionale sangallese si dice convinto che il parlamento non lo eleggerà alla vicepresidenza della Confederazione il prossimo dicembre. Per la presidente del gruppo parlamentare socialista Ursula Wyss, la fiducia in Samuel Schmid è scossa. La situazione è diventata insostenibile ed è più che mai necessario che il ministro faccia chiarezza per riconquistarsela. Il problema della vicepresidenza "per il momento non si pone", secondo la consigliera nazionale bernese: occorre dapprima con urgenza che la Commissione della gestione (CdG) del Consiglio nazionale faccia luce sulle contraddizioni, "poi potremo giudicare". Lo scorso 25 luglio, la commissione per la politica di sicurezza del Nazionale aveva chiesto alla CdG un'attenta analisi del dipartimento Schmid e della procedura che ha portato alla nomina di Nef. Sulla stessa lunghezza d'onda della Wyss il presidente del Partito popolare democratico Christophe Darbellay. La CdG deve esaminare la questione dall'A alla Z, "solo in seguito potremmo trarre le conseguenze", afferma il consigliere nazionale vallesano. Se Schmid si candiderà alla vicepresidenza sarà eletto, si dice convinto Darbellay. A suo avviso, "qualsiasi altro esito sarebbe una sorpresa". "Schmid ha fatto anche buone cose", aggiunge il presidente del PPD, citando come esempi Esercito XXI ed EURO 2008. Nel caso Nef "ha fatto un errore". L'importante è ora ristabilire la credibilità dell'esercito. Il PLR non vuole per ora prendere posizione. I vertici del partito dovrebbero incontrarsi in serata per discuterne, ha indicato il presidente Fulvio Pelli. ATS
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