
Non c'è alcuna crisi in seno all'esercito. A dirlo è il sostituto ad interim dell'ex capo dell'esercito Roland Nef, il divisionario André Blattmann. Stando all'alto graduato, intervistato dal "SonntagsBlick", i militari sanno come realizzare il progetto Esercito XXI. Tutta questa agitazione attorno all'armata, ha spiegato, è dovuta ai politici. "Per poter lavorare bene - ha esordito il divisionario - il Consiglio federale e il parlamento devono sapere ciò che vogliono. In caso contrario le procedure non possono funzionare". A detta di Blattmann, le dimissioni dell'attuale capo dell'esercito Samuel Schmid non faciliterebbero le cose. "Non penso - ha dichiarato - che il parlamento sarebbe più unito se ci fosse un nuovo capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS)". Circa il programma di armamento, André Blattmann ha stigmatizzato l'intenzionae dell'UDC di sabotarlo finché ci sarà Schmid in governo. Stando a Blattmann, "quando programmi di armamento vengono respinti per questioni di persone, non è positivo per la politica di sicurezza". Per il divisionario, "altri risparmi solo possibili solo se si toccano settori chiave dell'esercito, ossia i trasporti, i voli aerei, il tiro". Il divisionario non scarta l'idea di un rinvio dell'acquisto di nuovi caccia da combattimento. Nell'intervista André Blattmann si dice inoltre sostenitore dell'esercito di milizia. Circa una sua candidatura alla guida dell'esercito, Blattmann ha detto di non volersi presentare, ma di essere pronto a rifletterci su qualora il Consiglio federale lo sollecitasse. ATS
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