
Il Dipartimento federale della difesa (DDPS) non ha cercato di interferire nell'inchiesta penale condotta a Zurigo contro l'ex capo dell'esercito Roland Nef. Lo scrive oggi in un comunicato il Dipartimento zurighese di giustizia. Il capo del dipartimento Markus Notter (PS) e il segretario generale sono giunti a questa conclusione dopo aver consultato tutti gli atti dell'inchiesta ormai conclusa e dopo aver letto un rapporto del procuratore generale, precisa la nota. Sempre stando al comunicato, i rapporti intercorsi fra il DDPS e gli inquirenti durante l'inchiesta sono stati "di natura puramente tecnica". Dagli atti emerge inoltre che nel corso del 2006 non fu fissata alcuna data per una perquisizione nell'abitazione o nell'ufficio di Roland Nef. Non ci sarebbero del resto indizi che farebbero pensare che l'ex capo dell'esercito abbia cercato di nascondere delle prove in vista delle perquisizioni effettuate nel 2007. L'indagine aperta in seguito ad una denuncia presentata dalla ex compagna di Roland Nef, era stata sospesa dalla procura zurighese nell'autunno del 2007 dopo la sua nomina a capo dell'esercito svizzero. In quel periodo Nef abitava a Zurigo. Sulla presunte interferenze del Dipartimento federale nell'inchiesta aveva riferito due settimane fa la "Weltwoche". Secondo il settimanale, nell'autunno del 2006 sarebbero stati annullati una prevista perquisizione nell'appartamento di Nef e il sequestro del suo computer. La perquisizione avvenne un anno più tardi, ma - sempre secondo la "Weltwoche" - solo dopo che Nef ne fu avvisato. ATS
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