
Il Dipartimento federale della difesa (DDPS) non ha cercato di interferire nell'inchiesta penale condotta a Zurigo contro l'ex capo dell'esercito Roland Nef. Lo scrive oggi in un comunicato il Dipartimento zurighese di giustizia. Il capo del dipartimento Markus Notter (PS) e il segretario generale Christian Zünd sono giunti a questa conclusione dopo aver consultato tutti gli atti dell'inchiesta ormai conclusa e dopo aver letto un rapporto del procuratore generale, precisa la nota. Il consigliere di Stato Notter ha presentato oggi le sue conclusioni alla commissione di giustizia del Gran consiglio. Secondo Notter, i rapporti intercorsi fra il DDPS e gli inquirenti zurighesi sono stati "di natura puramente tecnica". Il ministero pubblico zurighese ha contattato il Dipartimento federale per chiarire le rispettive competenze in vista delle perquisizioni effettuate in casa di Nef e nel suo ufficio agli inizi del 2007. Dagli atti dell'inchiesta emerge inoltre che - contrariamente a quanto scritto dal settimanale "Weltwoche" in un articolo di due settimane fa - nell'autunno del 2006 non fu fissata alcuna data per una perquisizione nell'abitazione o nell'ufficio di Roland Nef. Non ci sarebbero del resto indizi che farebbero pensare che l'ex capo dell'esercito abbia cercato di nascondere delle prove in vista delle perquisizioni effettuate nel 2007. L'indagine su Roland Nef, aperta in seguito ad una denuncia presentata dalla sua ex compagna, era stata sospesa dalla procura zurighese nell'autunno del 2007, dopo la sua nomina a capo dell'esercito svizzero. In quel periodo Nef abitava a Zurigo. Senza precisare le fonti, l'articolo della "Weltwoche" sostiene che nell'autunno del 2006 sarebbero stati annullati, su pressione del DDPS, una perquisizione prevista nell'appartamento di Nef e il sequestro del suo computer. Roland Nef sarebbe inoltre stato avvisato della perquisizione avvenuta qualche mese più tardi. Nel medesimo articolo si rimprovera inoltre alla magistratura zurighese di aver ordinato una perizia psichiatrica su Nef, al solo scopo di poter archiviare l'intero procedimento. "Ciò non corrisponde al vero", ha detto all'ATS il segretario generale del Dipartimento zurighese di giustizia Christian Zünd. È vero che la procuratrice competente ha ordinato una perizia, ma il suo scopo era di chiarire se Nef fosse in una condizione tale da poter arrecare danno a se stesso o a terzi. La conclusione è stata che questi rischi non sussistevano, ha precisato Zünd, che su espressa richiesta si è rifiutato di rivelare altri particolari della perizia. La "Weltwoche" ha invece scritto che la perizia psichiatrica ha attestato all'ex capo dell'esercito un "disturbo nacisistico" che ne avrebbe ridotto la capacità d'intendere e di volere. ATS
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