
L'Università di Zurigo ricorre davanti al Tribunale federale contro la decisione del Tribunale amministrativo zurighese che lo scorso novembre ha definito arbitrario il licenziamento della professoressa Iris Ritzmann. La professoressa è la "talpa" che nel 2012 diede il via al "caso Mörgeli".
L'ateneo zurighese ha annunciato oggi la decisione in una nota, in cui sottolinea che la giurisprudenza sin qui applicata a casi analoghi ha portato a risultati diversi. La decisione del Tribunale amministrativo (TRAM) - scrive l'Università - ha inoltre importanti conseguenze finanziarie.
Iris Ritzmann, interpellata dall'agenzia di stampa Keystone-ATS, si è da parte sua detta rammaricata che la direzione dell'università "anche dopo sette anni, non cessa di trattarmi con ostilità".
Il "caso Mörgeli" è scoppiato l'11 settembre 2012, con la pubblicazione sul "Tages Anzeiger", di un articolo che metteva in cattiva luce l'operato dell'ex consigliere nazionale zurighese dell'UDC Christoph Mörgeli, all'epoca direttore del Museo di storia della medicina dell'Università.
La professoressa Ritmann, che pure lavorava per l'Istituto di storia della medicina, è stata smascherata dalla direzione dell'Università come la "talpa" che trasmise al giornale due rapporti confidenziali sul collega.
Mörgeli reagì immediatamente, dicendosi vittima di "mobbing". L'ateneo zurighese prima lo sospese dall'incarico, per poi licenziarlo nel marzo 2013. Nel dicembre 2015, il TRAM di Zurigo giudicò tuttavia anche il suo licenziamento irregolare.
Nel frattempo, la procura zurighese aveva un dossier contro la professoressa Ritzmann, accusata di ripetuta violazione del segreto d'ufficio per aver trasmesso al giornale i documenti confidenziali. Il Ministero pubblico aveva in seguito chiesto e ottenuto dall'Università e dalle autorità cantonali informazioni riguardanti tutti i suoi contatti con i media, comprese conversazioni telefoniche e scambi di e-mail.
Sulla base di queste informazioni, l'ateneo zurighese sospese la Ritzmann nel novembre del 2012, per poi licenziarla nell'ottobre 2013. A fine 2014, il Tribunale distrettuale di Zurigo ha però ritenuto irricevibili le prove raccolte dal Ministero pubblico, decisione poi confermata anche del Tribunale federale.
Per i giudici del TRAM, i metodi utilizzati dal procuratore per ottenere le informazioni erano sproporzionati. L'inchiesta era infatti solamente allo stadio preliminare e non c'erano sospetti su persone particolari. Visto che tali prove non sono state considerate a livello giudiziario, anche l'Università non avrebbe dovuto tenerne conto.
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