
Una commissione del Senato ha adottato oggi l'emendamento che permette di iscrivere la Svizzera nella lista nera francese dei paradisi fiscali dal primo gennaio 2010, ha precisato una fonte parlamentare. Quest decisione segue l'annuncio di ieri di Hans-Rudolf Merz di voler sospendere la ratifica dell'accordo di doppia imposizione con Parigi. Il governo francese attualmente riunito dovrebbe esaminare la proposta. Dopo sarà approvata o respinta dai senatori. L'emendamento è stato presentato dal centrista Jean Arthuis, presidente della commissione delle finanze del Senato francese, e dal relatore Philippe Marini (UMP, patito del presidente Nicoas Sarkozy), nel quadro di un progetto di legge fiscale. Il testo prevede una serie di misure per lottare contro i paradisi fiscali e la frode in generale. Secondo l'emendamento, i paesi che al primo di gennaio 2010 non avranno ratificato la loro "convenzione d'assistenza amministrativa" con la Francia saranno considerati come "non cooperativi" nella lotta contro i paradisi fiscali. Ieri anche il presidente della commissione finanze alla Camera francese, il socialista Didier Migaud aveva minacciato di punire in questo modo la Svizzera dopo che il consigliere federale Hans-Rudolf Merz aveva annunciato che avrebbe sospeso la ratifica dell'accordo sulla doppia imposizione in segno di protesta contro l'uso da parte della Francia di una lista di evasori fiscali piratata a Ginevra da un ex dipendente della banca HBSC. Stamani sulla vicenda si è espresso anche il ministro del bilancio francese Eric Woerth. "Non fare e non dire niente sarebbe stato un errore", ha affermato il ministro difendendo il comportamento dei suoi servizi sulla vicenda della lista di contribuenti francesi sospettati di nascondere averi all'estero, in particolare in rapporto alla vicenda HSBC. "Mi avrebbero rimproverato di non lottare contro la frode o di proteggere delle persone", ha dichiaratoin un'intervista pubblicata dal quotidiano economico francese "La Tribune" Interrogato sull'impiego dei dati rubati alla banca HSBC di Ginevra, Eric Woerth ha ricordato che "queste informazioni sono state trasmesse ai miei servizi in modo non anonimo e non remunerato". Controlli fiscali saranno attuati "sulla base degli elementi che (...) sono stati trasmessi ufficialmente dalla giustizia" e che "figurano in uno schedario che è stato fornito alla Cnil (Commissione nazionale dell'informatica e delle libertà)". Il ministro del bilancio francese ha inoltre precisato che fino al 7 dicembre, l'azione contro la frode fiscale aveva "fatto rientrare 500 milioni di euro di imposte e di penalità", ciò che rappresenta "l'equivalente dell'indennità di Natale che sarà versata a circa due milioni di famiglie a reddito modesto", ha stimato il ministro. ATS
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