
L'UDC ribadisce la sua richiesta di istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta (CPI), sebbene il rapporto della società di revisione KPMG sia giunto alla conclusione che tutte le transazioni finanziarie private compiute tra il 2009 e il 2011 dai membri della direzione generale allargata della Banca nazionale svizzera (BNS) fossero conformi al regolamento dell'istituto. La dimensione politica della vicenda non è stata chiarita nel rapporto, afferma l'UDC in una nota diffusa in serata. Molte domande restano ancora senza risposta, ad esempio come sia stato possibile adottare "un regolamento inadatto" e perché nonostante prove chiare si sia continuato ad appoggiare l'allora presidente della direzione Philipp Hildebrand. Per far luce su questi dubbi serve una CPI, la quale dispone delle competenze e delle risorse necessarie, afferma l'UDC. Il partito aveva già presentato alla Commissione dell'economia del Consiglio nazionale la richiesta di una CPI il giorno delle dimissioni di Hildebrand, il 9 gennaio. La settimana scorsa ha pure inoltrato un'iniziativa parlamentare in questo senso. ATS
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