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Svizzera
Caso Gheddafi: presidente CdC ha comprensione per Ginevra
Redazione
17 anni fa

Ginevra potrebbe ricevere l'appoggio degli altri cantoni nel quadro del caso Gheddafi. È quanto lascia presagire il presidente della Conferenza dei governi cantonali (CdC), Lorenz Bösch, il quale mostra comprensione per il malumore delle autorità ginevrine nei confronti delle scuse espresse a Tripoli dal presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz. In visita giovedì a Tripoli, Merz si era scusato con la Libia per il provvisorio arresto nel luglio 2008 a Ginevra di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico, e della moglie Aline, entrambi accusati di maltrattamento da due domestici. Su richiesta del canton Ginevra, la CdC si occuperà della questione, ma una presa di posizione è attesa al più presto venerdì prossimo, ha detto il consigliere di Stato svittese Bösch in un'intervista pubblicata oggi dai giornali "Südostschweiz" e "Mittelland-Zeitung". A suo avviso la competenza in materia di polizia spetta chiaramente ai cantoni. È inoltre strano - ha aggiunto - che la Confederazione si scusi per qualcosa prima ancora che un tribunale abbia emesso una sentenza. Inoltre il canton Ginevra non è neppure stato tenuto al corrente sul modo di procedere della Confederazione, ha osservato Bösch, sollevando la necessità di regole chiare nella cooperazione tra cantoni e Confederazione in materia di politica estera. Anche il Consiglio federale affronterà nuovamente la vicenda, stando a quanto detto oggi ai microfoni di radio DRS dalla ministra dell'economia Doris Leuthard. Prima di fare una valutazione, bisognerà però vedere se Tripoli manterrà le promesse e la settimana prossima libererà i due cittadini elvetici che da un anno non possono lasciare la Libia, ha osservato. ATS

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