
L'Organizzazione della conferenza islamica (OIC) è pronta ad agire da intermediario tra Svizzera e Libia. Lo ha detto stamane alla radio DRS il delegato all'Onu dell'associazione, Babacar Ba. L'OIC è al corrente della crisi tra Berna e Tripoli e spera che una soluzione possa essere trovata al più presto, ha detto Ba. Se così non sarà, l'organizzazione, della quale la Libia è membro, offrirà un servizio di mediazione tra i due paesi, a condizione che l'accettino, ha detto il diplomatico. In tal caso, il segretario generale dell'OIC Ekmeleddin Ihsanoglu nominerà un negoziatore, ha affermato Ba. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non ha finora commentato la notizia. Il consigliere nazionale Geri Müller (Verdi/AG), presidente della commissione della politica estera della Camera del popolo, considera positiva l'offerta. "Penso che il Consiglio federale dovrebbe inglobare questa offerta nella sua strategia" di azione nei confronti di Tripoli. L'OIC è un'organizzazione importante e influente, ha detto Jean Ziegler, conoscitore della Libia e vicepresidente del Consiglio dei diritti umani dell'ONU, ai microfoni della radio DRS. Il fatto che voglia agire da intermediario in questo conflitto è un fattore positivo, a suo avviso. L'OIC, fondata nel 1969 a Rabat in Marocco, rappresenta il mondo islamico. Ne fanno parte 57 paesi in cui l'islam è la religione di stato o dove la minoranza islamica è forte. In Europa solo la Turchia e l'Albania sono membri a pieno titolo dell'OIC, la Bosnia e la Russia sono solo osservatori. Lo scopo principale dell'organizzazione è la lotta contro il colonialismo e l'islamofobia. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

