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Svizzera
Caso Gheddafi: Merz si scusa con la Libia
Redazione
17 anni fa
Il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz si è scusato per l'arresto a Ginevra di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico

Muammar Gheddafi ha ottenuto quello che voleva. In visita oggi a Tripoli, il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz si è scusato con la Libia per l'arresto nel luglio 2008 a Ginevra di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico, e della moglie Aline. In cambio, i due cittadini svizzeri trattenuti nel paese africano potranno lasciarlo nei prossimi giorni."Esprimo le mie scuse al popolo libico per l'arresto ingiusto dei diplomatici libici da parte della polizia di Ginevra", ha dichiarato Merz citato dall'agenzia francese AFP, in una conferenza stampa congiunta con il primo ministro libico Al Baghdadi Ali Al Mahmudi."La Svizzera è disposta a scusarsi per l'arresto sproporzionato e inutile di Hannibal Gheddafi e della sua famiglia da parte della polizia ginevrina", ha indicato dal canto suo a Berna il Dipartimento federale delle finanze (DFF) diretto da Merz in una nota. Il DFF aggiunge che i rapporti bilaterali tra Svizzera e Libia sono stati ripristinati.A un giornalista dell'AFP, il presidente della Confederazione ha dichiarato di aver raggiunto i due obiettivi che si era prefissato venendo in Libia: risolvere il "caso Gheddafi" e far ritornare le società elvetiche sul mercato libico. Per il primo ministro libico al Baghdadi le scuse "ufficiali e solenni" della Confederazione costituiscono però soltanto un "primo passo" per risolvere il contenzioso tra i due paesi.Nel comunicato del DFF, si sottolinea che Merz e Al Baghdadi hanno firmato un accordo che ristabilisce le relazioni bilaterali tra i due paesi: ciò significa che tutte le attività consolari e commerciali riprenderanno. I servizi di Merz precisano inoltre che la Svizzera e la Libia hanno deciso di istituire "un tribunale arbitrale indipendente per esaminare le circostanze che hanno portato all'arresto" di Hannibal e della moglie in un albergo ginevrino per presunti maltrattamenti ai danni dei loro due domestici.Le scuse odierne dovrebbero consentire di mettere la parola fine a questa vicenda intricata, che ha creato un incidente diplomatico e una profonda crisi tra i due paesi. La coppia fu infatti liberata dopo due giorni di detenzione dopo aver pagato una cauzione di mezzo milione di franchi. Ma la Libia, molto irritata dall'episodio, quale rappresaglia ha tagliato temporaneamente le forniture petrolifere a Berna e ha ritirato oltre cinque miliardi di dollari dai conti aperti in banche svizzere.Inoltre, a due uomini d'affari elvetici - tuttora posti sotto la protezione dell'ambasciata elvetica di Tripoli - è stato vietato di lasciare il territorio libico. Oltre a ciò, i collegamenti aerei con Tripoli sono stati temporaneamente troncati la scorsa primavera e il volume delle attività commerciali è stato drasticamente ridotto.Il mese scorso, la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey aveva affermato che la Confederazione stava cercando di organizzare un incontro tra il presidente elvetico e il leader libico Gheddafi, proprio per risolvere la crisi. Per la Svizzera, questo conflitto "è una questione di stato di diritto", per la Libia una questione di onore", aveva rilevato.Interrogato dall'ATS, l'avvocato svizzero del governo libico, il ginevrino Charles Poncet, ha dichiarato di essere "molto soddisfatto" per la firma dell'accordo tra Berna e Tripoli. Ha quindi annunciato che l'azione civile promossa dalla Libia nei confronti del Cantone di Ginevra, in cui esige una riparazione per l'arresto dei Gheddafi, "sarà sospesa" in un primo tempo e "certamente ritirata". La denuncia doveva essere esaminata il prossimo 24 settembre a Ginevra. Ma, secondo Poncet, "si è già giunti a quanto il governo libico domandava sin dallo scorso anno".ATS

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