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Svizzera
Caso Gheddafi: delegazione svizzera in Libia
Redazione
17 anni fa
La delegazione guidata dal segretario di Stato Michael Ambühl è arrivata ieri a Tripoli e ha fatto ritorno a Berna in serata

Una delegazione svizzera si è recata ieri a Tripoli. Lo ha reso noto in serata il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) con un comunicato. La visita rientra nel quadro della normalizzazione dei rapporti tra i due paesi prevista nell'accordo firmato dal presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz nella capitale libica il 20 agosto, indica il DFAE precisando di non poter fornire ulteriori informazioni fino a nuovo avviso.Secondo il sito internet della Televisione della Svizzera romanda (TSR), la delegazione svizzera guidata dal segretario di Stato Michael Ambühl è arrivata ieri a Tripoli a bordo di un aereo del Consiglio federale e, secondo la trasmissione informativa "10 vor 10" della TV svizzerotedesca SF1, ha fatto ritorno a Berna questa sera poco dopo le 21:00. Come ha riferito anche la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI) l'obiettivo della visita era di ristabilire i contatti con i due cittadini elvetici trattenuti in Libia dal luglio 2008 e assicurarsi che siano in buona salute.Sempre secondo la TSR, la delegazione era formata da cinque o sei persone. Dai dipartimenti federali interessati non è stato per ora possibile ottenere conferme.L'accordo firmato da Merz e dal primo ministro libico Al-Baghdadi Ali al-Mahmudi prevedeva, al punto 7, una normalizzazione dei rapporti tra i due paesi entro 60 giorni. Il termine scade domani, 20 ottobre, ma l'obiettivo è lungi dall'essere stato raggiunto. I due ostaggi elvetici, la cui sorte non è menzionata espressamente nell'accordo, sono "scomparsi dagli schermi radar", aveva detto una settimana fa la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey alla TSR.Il 24 settembre Merz aveva affermato di aver ottenuto dal leader libico Muammar Gheddafi, incontrato a New York in margine all'Assemblea generale dell'Onu, la garanzia che si sarebbe impegnato personalmente per il ritorno dei due svizzeri. Poche ore dopo si era però appreso che i due erano stati convocati per un controllo medico il 18 settembre e subito posti in detenzione in un "luogo sicuro", nel timore di un tentativo di liberazione da parte svizzera.ATS

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