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Svizzera
Caso corruzione SECO: casa madre ammette errori
Redazione
12 anni fa

Pratiche d'affari discutibili, conflitti d'intesse, controlli insufficienti: un rapporto intermedio della casa madre olandese Imtech porta alla luce disfunzioni in seno alla controllata svizzera Fritz & Macziol (F&M), società al centro del caso di corruzione alla Segreteria di stato dell'economia (Seco). I dirigenti dell'impresa sono stati allontanati. I primi risultati dell'inchiesta sono stati resi noti dalla Imtech e vengono ripresi oggi da "Tages-Anzeiger" e "Der Bund". I due quotidiani - che con le loro rivelazioni in gennaio hanno fatto scoppiare il caso degli appalti informatici presso la Seco - spiegano come il gruppo olandese non stia badando a spese per fare luce su quanto successo: nelle ultime settimane 30 esperti hanno setacciato e-mail e transazioni, con un costo di 2 milioni di franchi. "Purtroppo pensavo che un caso del genere in Svizzera non fosse possibile", afferma il numero uno di Imtech, Gerard Van de Aast, citato dai giornali. L'anno scorso era stata passata al setaccio la filiale tedesca di F&M, poiché in altre filiali erano emersi casi di corruzione e truffa. "Non è stato intelligente non coinvolgere in questo contesto anche l'entità elvetica", si rammarica Van de Aast. Una dimenticanza che ha anche a che fare con la grandezza di F&M Svizzera, che contribuisce solo per lo 0,5% al giro d'affari di Imtech. Le indagini mostrano i forti legami fra i quadri dell'azienda informatica e alcuni funzionari della Seco. Ancora prima che si conoscano i risultati definitivi il management è stato cambiato e l'impresa, che ha 45 dipendenti, deve rivedere le procedure interne. Negli accertamenti è fra l'altro emerso che i vertici della F&M truffavano anche la casa madre, per esempio attraverso il pagamento di fatture di diverse centinaia di migliaia di franchi a uomini d'affari amici. Due quadri della società hanno inoltre venduto al loro datore di lavoro auto di lusso (Porsche e Maserati) a prezzi sproporzionati. Imtech sottolinea di essere contraria a qualunque comportamento non etico e ha ulteriormente inasprito le regole in materia di sponsoring e regali. Il gruppo fa inoltre sapere che coopera pienamente con le autorità elvetiche: si è infatti attivata la Procura federale. Le conseguenze finanziarie della vicenda vengono giudicate limitate.

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