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Svizzera
Caso "corbeau", respinto il ricorso dell'ex giornalista Fabien Dunand
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Keystone-ats
3 anni fa
L'ex caporedattore di 24 heures aveva "falsamente" allertato la popolazione, sostenendo che il gruppo Orllati aveva inquinato la falda acquifera, ma l'acqua non era mai stata intaccata. Aveva inoltre calunniato l'ex consigliera di Stato vodese Jacqueline de Quattro.

Il Tribunale federale (TF) ha respinto il ricorso dell'ex giornalista Fabien Dunand, confermandone la colpevolezza per aver allertato la popolazione e calunniato Jacqueline de Quattro nell'ambito del cosiddetto caso "corbeau". Con una sentenza del 23 agosto pubblicata oggi, il TF ha confermato la condanna di Fabien Dunand, emessa nell'aprile 2022 dal Tribunale cantonale vodese e stabilita a 150 aliquote giornaliere di 60 franchi con una condizionale di quattro anni.

Popolazione allertata falsamente

Come il Tribunale cantonale, la Corte di Mon Repos ha rilevato che l'ex caporedattore di 24 heures aveva "falsamente" allertato la popolazione tra il 2016 e il 2017, sostenendo che il gruppo Orllati aveva inquinato la falda acquifera presso la sua cava di ghiaia a Bioley-Orjulaz (VD). Contrariamente a queste affermazioni, l'acqua non è mai stata intaccata. Il TF ha sottolineato che Dunand, soprattutto considerando la sua professione di giornalista, "non avrebbe potuto considerare reale il pericolo sulla base delle informazioni poco affidabili di cui disponeva". Ha anche aggiunto che "le affermazioni del ricorrente erano false e lui lo sapeva".

"Ha agito con l'intenzione di causare danni"

L'alta Corte ha poi ritenuto che Dunand non avesse voluto agire da "buon cittadino", ma da "partigiano", visti i suoi legami con l'azienda di Bernard Nicod, che all'epoca era in "guerra economica" con la concorrente Orllati. "Il tribunale di seconda istanza ha giustamente ritenuto che egli abbia agito con l'intenzione di causare danni", si legge nella sentenza pubblicata oggi.

Le calunnie verso de Quattro

I giudici di Mon Repos hanno anche confermato le calunnie rivolte all'allora consigliera di Stato vodese Jacqueline de Quattro. La donna è stata accusata da Dunand di aver cercato di insabbiare la vicenda e di proteggere il gruppo Orllati. Il ricorrente ha dato "l'immagine di un ministro disonesto che ha favorito un'azienda a scapito dell'interesse pubblico, che ha ripetutamente violato la legge e, più in generale, di una persona di parte, senza scrupoli e bugiarda", ha scritto il TF. Ha aggiunto che il Tribunale cantonale ha "giustamente ritenuto che i commenti del ricorrente fossero delitti contro l'onore" dell'attuale consigliera nazionale.

Ricorso respinto

Anche gli altri aspetti del ricorso dell'ex giornalista, riguardanti il suo diritto di essere ascoltato, la pena inflitta e la condizionale della pena di quattro anni, sono stati respinti. Per quanto riguarda la pena pecuniaria di 150 aliquote giornaliere con la condizionale, il TF ha sottolineato che la Corte di seconda istanza ha preso in considerazione "i criteri pertinenti" per stabilire la pena, "senza omettere alcun elemento importante di valutazione". Inoltre, "la pena inflitta al ricorrente non sembra essere così eccessivamente severa da costituire un abuso dell'ampio potere discrezionale di cui dispone il giudice", prosegue la sentenza del TF.

(sentenza 6B_1040/2022 del 23.08.2023).