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Svizzera
Casi di rigore: da 2,5 a 10 miliardi di aiuti
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Keystone-ats
6 anni fa
Il Consiglio federale intende aumentare i crediti per sostenere l’economia di fronte alla crisi. Licenziati oggi i messaggi al Parlamento

Il Consiglio federale intende aumentare i crediti federali per sostenere l’economia di fronte alla crisi del Covid-19. In messaggi al parlamento licenziati oggi, chiede nuovi fondi per complessivi 14,3 miliardi di franchi. Le somme per le imprese in gravi difficoltà, i cosiddetti casi di rigore, passano da 2,5 miliardi di franchi a 10 miliardi.

Secondo l’attuale formulazione della Legge federale sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte all’epidemia di COVID-19 (Legge COVID-19), per i provvedimenti destinati ai casi di rigore adottati da Confederazione e Cantoni a favore delle imprese è previsto un importo complessivo di 2,5 miliardi. La quota della Confederazione pari a 1,932 miliardi è già iscritta nel preventivo 2021.

Con il messaggio concernente una modifica della legge, trasmesso oggi al parlamento, l’esecutivo chiede di aumentare i fondi per i provvedimenti per i casi di rigore a complessivamente 10 miliardi. La quota della Confederazione dovrebbe raggiungere gli 8,2 miliardi. Di conseguenza occorre un credito aggiuntivo di 6,3 miliardi, si legge nella documentazione diramata dal Dipartimento federale delle finanze (DFF) in concomitanza con l’inizio della conferenza stampa del governo.

Per il Consiglio federale, la Confederazione dovrebbe inoltre assumere per l’intero 2021 i costi per le indennità per lavoro ridotto. L’esecutivo chiede dunque al parlamento di avallare un contributo all’assicurazione contro la disoccupazione (AD) di 6 miliardi.

Il saldo per raggiungere i 14,3 miliardi di franchi concerne le spese per i test del coronavirus eseguiti in ambito ambulatoriale (989,8 milioni di franchi) e quelle per l’indennità di perdita di guadagno per il Covid-19 (940 milioni). A questo scopo per il 2021 erano stati stanziati 2,2 miliardi, rivelatisi insufficienti dopo che il parlamento in dicembre ha allentato le condizioni che permettono di beneficiarne. In particolare le Camere hanno ridotto, per le persone indirettamente interessate, i requisiti che danno diritto al sostegno (calo del fatturato del 40% anziché del 55%).

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