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Consiglio federale
Carobbio: "Sono sorpresa, ma dopo dodici anni di intenso lavoro è comprensibile"
Redazione
3 anni fa
L’attuale direttrice del DECS Marina Carobbio, che conosce bene Alain Berset, si dice sorpresa dalle sue dimissioni. “Ci siamo visti settimana scorsa ma abbiamo parlato di altro, non delle sue dimissioni”.

"Sono stata sorpresa anche perché l'ho incontrato la scorsa settimana a Berna. Abbiamo parlato di diverse cose ma non delle sue dimissioni”. Parole della consigliera di Stato e attuale direttrice del DECS Marina Carobbio a seguito dell’annuncio da parte dell’attuale presidente della Confederazione Alain Berset relativo alle sue dimissioni. Una sorpresa, quindi, ma “dopo 12 anni di lavoro così intenso in Consiglio federale è comprensibile che abbia preso questa decisione”, sostiene sempre Carobbio.  

“Un ruolo molto importante in Consiglio federale”

Dopo una lunga legislatura accompagnata da parecchi scandali la stanchezza potrebbe aver iniziato a farsi sentire. Dal canto suo Carobbio commenta dicendo che “è da aprile che non faccio più parte del gruppo parlamentare delle Camere federali e non sono nemmeno più vicepresidente del Partito Socialista svizzero, come ero stata fino a due anni fa. Quindi ho un occhio più esterno, pur conoscendo bene Alain Berset settimana scorsa abbiamo parlato d'altro”. Ma quale impronta ha lasciato il personaggio di Berset al Consiglio federale? “È stato sicuramente una personalità molto forte che ha avuto un ruolo molto importante all'interno del Consiglio federale”, la consigliera cita la gestione della pandemia “dove in un momento molto difficile ha portato avanti delle proposte e delle soluzioni per affrontare questa crisi sanitaria nell'interesse di tutto il Paese e anche del Canton Ticino”. Ma i temi in cui ha avuto un ruolo importante non si limitano alla pandemia, “penso infatti a diverse misure per contenere l'aumento dei costi sanitari: Berset ha agito per esempio sui costi dei medicamenti e aveva proposte ancora più incisive proprio nell'ambito dei costi sanitari”.

Sempre in linea col PS?

Proposte, quelle sopracitate, “che sono poi state bocciate anche da interessi particolari dei presenti in Parlamento, quindi è il Parlamento che non le ha portate avanti”. Berset non sempre però è stato molto in linea con il Partito Socialista, basti pensare ad esempio alla riforma AVS21. “Il PS e io stessa l'abbiamo combattuta e purtroppo abbiamo perso per poco. Ma sono proprio anche i ruoli diversi che ci sono all'interno di un esecutivo”, spiega Carobbio proseguendo che “ci sono anche delle proposte che bisogna portare avanti e non sempre magari sono condivise personalmente. Quindi è anche normale che il partito, o il gruppo parlamentare, vada oltre quanto viene proposto o supponga a certe proposte che vengono fatte da membri del Governo. Quindi nel nostro sistema politico c'è anche questa dialettica”.

Esportazione armi e questione successione

Riguardo al tema della riesportazione di armi il partito si era distanziato pubblicamente e questa era stata una decisione un po' particolare. “Il PS aveva anche delle opinioni diverse al suo interno per quanto riguarda l'esportazione di armi, quindi c'è stato anche qui un dibattito interno”. Ora si apre conseguentemente la questione successione, quali i prossimi passi? “Quello che posso dire è che il PS ha veramente molte personalità. L'abbiamo visto anche nell'ultima elezione, quella che ha portato poi all'elezione della consigliera federale Elisabeth Baume-Schenider, quindi penso che non sarà un problema per il PS trovare delle personalità”, ha concluso Carobbio.