
La carne di maiale è sempre più economica sugli scaffali dei supermercati svizzeri, ma dietro alle numerose promozioni si nasconde una crisi che sta mettendo in seria difficoltà gli allevatori. Il settore è infatti confrontato con un forte eccesso di produzione: ogni settimana circa 4'000 suini vengono macellati in più rispetto a quelli che il mercato riesce ad assorbire, facendo precipitare i prezzi e mettendo a rischio la sopravvivenza di molte aziende agricole. Come riporta il Blick, la situazione è talmente critica che, in via del tutto eccezionale, anche gli stessi allevatori sostengono i ribassi praticati dalla grande distribuzione. Catene come Lidl, Coop, Migros, Denner e Aldi hanno già abbassato i prezzi della carne di maiale e sono previsti ulteriori sconti nelle prossime settimane, con l'obiettivo di aumentare le vendite e ridurre le eccedenze.
Conseguenze pesanti per gli allevatori
Le conseguenze per i produttori sono pesanti. Alcuni allevatori dichiarano di perdere fino a 25'000 franchi al mese, mentre il prezzo riconosciuto dai macelli è crollato a circa 2,50 franchi al chilogrammo, contro i 4,50 franchi registrati alla fine del 2025. Secondo il presidente di Suisseporcs, per molti allevatori oggi le alternative sono soltanto due: resistere nella speranza di una ripresa del mercato oppure abbandonare la produzione. Alla base della crisi c'è una combinazione di fattori: grazie ai progressi nell'allevamento, i suini crescono più rapidamente e le scrofe partoriscono più piccoli, ma il consumo di carne di maiale in Svizzera è rimasto sostanzialmente stabile. Inoltre, non tutti gli allevatori hanno ridotto il numero di capi quando il mercato ha iniziato a dare i primi segnali di saturazione. A complicare ulteriormente la situazione c'è il lungo ciclo produttivo: dall'inseminazione della scrofa fino alla commercializzazione della carne trascorrono circa dieci mesi, rendendo impossibile correggere rapidamente gli squilibri tra domanda e offerta.
Misura straordinaria
Per cercare di alleggerire la pressione sul mercato, l'associazione Suisseporcs ha avviato una misura straordinaria: ogni settimana oltre 900 giovani suini vengono esportati in Germania, dove vengono macellati. Una soluzione temporanea che contribuisce a ridurre il surplus, ma che non basta ancora a fermare le perdite economiche del settore. L'obiettivo, conclude sempre il Blick, è riportare gradualmente in equilibrio produzione e domanda. Nel frattempo, però, a beneficiare della situazione sono soprattutto i consumatori, che possono acquistare carne di maiale a prezzi particolarmente convenienti.

