
"Carlos", il 17enne pluripregiudicato da giorni al centro di accese polemiche per il programma di presa a carico che costava allo Stato 29'000 franchi al mese, rimane in prigione. Il Tribunale cantonale di Zurigo ha rifiutato l'effetto sospensivo al ricorso del suo legale contro il trasferimento, avvenuto venerdì scorso, in un penitenziario. Lo ha detto oggi all'ats una portavoce del tribunale. L'avvocato avrà ora 30 giorni di tempo per contestare la decisione davanti al Tribunale federale, ha aggiunto la portavoce. Ieri il legale del giovane aveva diffuso una nota nella quale metteva in dubbio "che l'improvviso cambiamento della forma di collocamento sia giuridicamente corretta e sensata dal punto di vista pedagogico". La magistratura zurighese aveva da parte sua fatto sapere nei giorni scorsi che il collocamento nella struttura chiusa è stata decisa - in seguito alle continue rivelazioni dei media che sono arrivati anche a rendere pubblico il domicilio dell'adolescente - per la necessità "di proteggere il giovane" e per garantire l'applicazione delle misure a cui è stato sottoposto. Sul caso del minorenne che due anni fa ha pugnalato alla schiena un altro giovane - sopravvissuto "soltanto con grande fortuna" - e che dopo 10 mesi passati in prigione e in una struttura psichiatrica chiusa si è visto assegnare un appartamento da 4 locali e mezzo e la possibilità di seguire lezioni di boxe thailandese, si esprimerà domani anche il consigliere di Stato Martin Graf (Verdi). Il capo del Dipartimento cantonale di giustizia ha presenterà i contenuti di un rapporto da lui ordinato alla Procura dei minorenni zurighesi. Il "caso Carlos" - dal nome fittizio dato dai media al ragazzo - è scoppiato in seguito ad un reportage mandato in onda due domeniche fa dalla tv svizzero tedesca SRF. A rivelare la vicenda, poi ripresa e approfondita con sempre nuovi dettagli da vari media, è stato il magistrato capo dei minorenni zurighese Hansueli Gürber, al quale era dedicato il reportage, che ha raccontato delle misure predisposte per il giovane in alternativa al piazzamento in una struttura chiusa per giovani delinquenti. ATS
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