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Svizzera
Caritas: dimezzare povertà in Svizzera entro il 2020
Redazione
17 anni fa

Una persona su dieci in Svizzera è povera. In occasione dell'anno europeo di lotta all'indigenza, Caritas ha redatto una Dichiarazione per dimezzare il numero dei poveri entro il 2020. L'associazione chiede al mondo politico ed economico di adoperarsi per combattere questo grave problema sociale. Il testo, firmato da diverse organizzazioni umanitarie e sostenuto dai vescovi svizzeri, è il primo atto di un decennio dedicato alla lotta contro la povertà, ha detto oggi Fulvio Caccia, presidente di Caritas Svizzera, in un conferenza stampa a Berna. "Anche se molti fingono di ignorarlo, la povertà esiste anche in un paese ricco come il nostro", ha aggiunto. In Svizzera da 700'000 a 900'000 persone vivono nella precarietà e avrebbero diritto all'assistenza sociale, secondo le stime di Caritas. Molti però non vi ricorrono. Negli ultimi quindici anni, il tasso di povertà delle persone in età lavorativa è sempre oscillato fra il 7 e il 9%, ha precisato Carlo Knöpfel, responsabile dell'organizzazione. Questa percentuale non è stata mai ridotta, malgrado svariati tentativi. È quindi necessario rimettere in discussione la politica sociale della Svizzera in questo campo. La Dichiarazione esige azioni concrete. Dagli ambienti politici, Caritas si aspetta una vera e propria strategia di riduzione della povertà a livello nazionale. La povertà deve quindi essere meglio identificata e documentata. Attualmente, non ci sono indicatori affidabili che misurino l'estensione del problema e i progressi nella lotta, precisa Michèle Berger-Wildhaber, vicepresidente dell'associazione. Il minimo esistenziale dev'essere ancorato nella legge per evitare disuguaglianze. Attualmente, ogni cantone calcola diversamente il reddito minimo che dà diritto all'assistenza sociale, deplora Berger-Wildhaber. Bisognerà quindi mettere a punto un formula di calcolo a livello nazionale. È inoltre essenziale, afferma Caritas, migliorare l'accesso al lavoro in modo da favorire l'integrazione sociale e professionale. La Confederazione e i cantoni dovrebbero promuovere le imprese che offrono un impiego a persone poco qualificate e coinvolgere anche le assicurazioni contro la disoccupazione e l'invalidità, come pure l'assistenza sociale. Caritas esige che la formazione professionale sia accessibile a tutti, senza limiti di età. L'organizzazione, dal canto suo, lotterà contro questo fenomeno attraverso l'osservazione sistematica della precarietà in Svizzera, aumentando il numero dei negozi Caritas, creando impieghi sociali e rafforzando la consultazione sociale. La presentazione della Dichiarazione "Riduciamo la povertà della metà" fa parte di una campagna più ampia. Le prossime tappe saranno l'affissione di cartelloni in gennaio e l'organizzazione di una giornata della povertà in aprile. ATS

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