
Il Consiglio federale ha avviato la consultazione su un disegno di legge preliminare sul trasporto di merci sotterraneo. L'obiettivo principale della procedura, che scade il 10 luglio, è stabilire se il progetto Cargo sous terrain (CST) gode del necessario sostegno da parte della politica e dell'economia.
A seconda dei riscontri, il Consiglio federale deciderà se continuare ad appoggiare il progetto CST e se elaborare una legge, indica il governo nel rapporto esplicativo sul dossier. In ogni caso, come già deciso in passato, esclude una partecipazione finanziaria da parte della Confederazione. Finora il progetto statisticamente non ha provato di essere di grande beneficio pubblico, rivela il documento.
Il Consiglio federale ritiene che non si possa ancora stabilire in maniera definitiva se CST adempia tutte le condizioni stabilite e lo invita pertanto a soddisfarle entro la conclusione della procedura di consultazione. CST, che dal marzo 2017 ha lo statuto di società anonima, deve ad esempio esporre le modalità di riorganizzazione del settore della logistica e dei trasporti, da attuarsi parallelamente alla realizzazione del progetto.
Interrogato da Keystone-ATS, il portavoce di CST Patrick Aellig afferma che le condizioni poste dal governo sono già realtà. I Cantoni dal canto loro non sono disposti a firmare una cambiale in bianco, ma offrono un chiaro sostegno al progetto.
Tra gli azionisti di CST figurano FFS Cargo, Swisscom, La Posta, l'aeroporto di Zurigo, la banca cantonale di Zurigo, La Mobiliare, Helvetia, Coop, Migros, Manor, Implenia, Holcim e i gruppi di logistica Rhenus e Panalpina. "La composizione (dell'azionariato) dimostra che godiamo di un buon appoggio" nel settore della logistica, dice Aellig, che non nasconde l'assenza di grosse imprese del ramo come Galliker e Planzer. Vi sono divergenze di vedute sulle future modalità nei trasporti, spiega il portavoce.
Con il CST, caricatori e trasportatori propongono un nuovo sistema per il trasporto di merci, sgravando essenzialmente la strada. Per attuarlo è prevista la realizzazione di una galleria a tre corsie in funzione 24 ore su 24, che collegherà importanti centri logistici dell'Altopiano. La rete di tunnel si estenderà per circa 500 chilometri e dovrebbe essere conclusa attorno al 2050. Le merci, che viaggeranno a una velocità di 30 km/h, saranno immesse e ritirate in modo completamente automatizzato attraverso pozzi dotati di montacarichi, per poi essere destinate alla distribuzione attraverso un sistema di logistica urbana. I costi complessivi si situerebbero attorno ai 30 miliardi di franchi.
Il 23 gennaio 2018, CST ha presentato un piano di sviluppo dopo aver raccolto i 100 milioni di franchi necessari al lancio del suo progetto. I promotori dovevano garantire entro la metà del 2017 tale somma per la programmazione e i permessi di costruzione del primo collegamento parziale fra Härkingen (SO)/Niederbipp (BE) e Zurigo la cui costruzione dovrebbe costare 3,4 miliardi di franchi. Per ora non è chiaro da dove proverranno questi fondi. L'entrata in servizio di questo tratto è prevista per il 2030.
Attualmente oltre il 55% dei 100 milioni provengono da investitori elvetici, ha precisato Aellig. Grossi contributi giungono anche dalla società francese Meridiam, specializzata nel finanziamento di infrastrutture, e da quella cinese Dagong Global Investment. Tenendo conto di vari atti parlamentari che chiedono garanzie affinché infrastrutture strategiche del paese non vengano acquisite da attori esteri, il Consiglio federale nel rapporto esplicativo raccomanda a CST di assicurarsi che la maggioranza del capitale azionario sia in mani svizzere.
Il progetto posto in consultazione crea le basi giuridiche per la realizzazione e l'esercizio degli impianti. Viene proposta una procedura di approvazione dei piani analoga a quella prevista dalla Legge federale sulle ferrovie. Il Consiglio federale propone inoltre di integrare il nuovo sistema nel Piano settoriale dei trasporti come settore a se stante. Il governo stabilisce pure che i gestori degli impianti e tutti i subappaltatori sono tenuti al principio di non discriminazione: avranno cioè l'obbligo di effettuare i trasporti offerti e dovranno garantire pari accessibilità a tutti.
La nuova legge sostituirebbe le prescrizioni cantonali e comunali, consentendo di applicare una base giuridica unitaria per la realizzazione dell'intero progetto. Ciò agevolerebbe il compito dei responsabili accelerando la fase riservata alla pianificazione e all'ottenimento delle autorizzazioni.
Il Consiglio federale si è occupato del progetto CST per la prima volta il 23 novembre 2016. Allora aveva deciso che lo avrebbe sostenuto, a determinate condizioni, con la creazione di un'apposita base legale, ma escludendone chiaramente un finanziamento. Il 28 settembre 2018 ha rinviato una decisione formale, poiché il progetto non soddisfaceva ancora tutte le condizioni. In quella data ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni di redigere un progetto di legge preliminare, posto oggi in consultazione.
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