
L'ammodernamento della piattaforma online della Cancelleria federale (CaF) su cui viene pubblicato il diritto nazionale incontra grandi difficoltà. Le consegne del fornitore, una società con sede in Grecia, non soddisfano i criteri di qualità, dice un audit del Controllo federale delle finanze (CDF). I costi crescono sensibilmente.
Lanciato nel 2014, il progetto di modernizzazione della piattaforma di pubblicazione del diritto federale sul sito del governo (admin.ch), gestita dal Centro delle pubblicazioni ufficiali (CPU), è stato stimato a circa 14,7 milioni di franchi fino al 2021. Una prima fase, ossia il passaggio al primato della versione elettronica delle pubblicazioni, è stata completata nel 2016.
All'interno dell'Amministrazione federale, il CPU fornisce supporto agli uffici per quanto concerne il trattamento dei testi che devono essere pubblicati nel Foglio federale o nella Raccolta ufficiale e aggiorna costantemente la Raccolta sistematica.
Una seconda parte del progetto è in corso. Essa mira a sostituire il sistema attuale, giunto al termine del suo ciclo di vita. La sua attuazione, iniziata nel 2017, incontra difficoltà, indica la verifica realizzata dal CDF. Gli obiettivi fissati non saranno raggiunti. I termini saranno superati di un periodo compreso tra i due e i sei mesi e l'attuale sistema non potrà essere disattivato nel novembre di quest'anno come previsto.
I lavori sono svolti dalla CaF in collaborazione con l'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione e con una società con sede in Grecia. Quest'ultima all'epoca aveva presentato l'offerta più vantaggiosa tra tutte le ditte concorrenti.
Le consegne di questo fornitore non soddisfano i criteri di qualità definiti e gli sono state rinviate per essere corrette. Un problema generale è costituito dalla distanza fisica tra mandante e fornitore, ciò che rende difficile la comunicazione, indica il CDF.
In termini di costi, nel 2016, a seguito della decisione di esternalizzare lo sviluppo, era già stato accordato un credito supplementare di 4,2 milioni di franchi. La decisione di prolungare il progetto fa temere ulteriori sforamenti di bilancio senza che sia possibile quantificarli con precisione, si legge nell'audit.
Secondo la CaF, il ritardo ha causato finora costi aggiuntivi per l'Amministrazione federale di circa 1,8 milioni di franchi e non comporta un aumento dell'indennizzo ai fornitori.
Sulla base delle dinamiche attuali, il CDF ritiene che le prospettive siano fosche. I prossimi test di integrazione previsti per la fine di maggio saranno cruciali: determineranno la continuazione dei lavori.
Nel complesso, il progetto viene svolto correttamente dall'amministrazione, sostiene l'audit. La Cancelleria federale è tuttavia invitata a gestire più attivamente i rischi legati all'operazione.
Nella sua presa di posizione rivolta al CDF, la CaF sottolinea la difficoltà di realizzare progetti in collaborazione con aziende straniere. Queste ultime sono certamente in grado di offrire prezzi più bassi rispetto alle imprese svizzere, ma la loro scarsa conoscenza della materia può portare a costi aggiuntivi che superano i risparmi inizialmente previsti, osserva la Cancelleria.
Il fornitore greco contesta in parte l'analisi fatta dal CDF. Ha comunque chiesto di rinviare di tre mesi l'avvio della produzione della prima unità richiesta.
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