
La maggior parte dei cantoni trascura la protezione dei boschi, favorendo uno sfruttamento intensivo del legno. In base a uno studio pubblicato oggi dal WWF, i cantoni che hanno meno riguardo sono il Ticino, il Giura, Lucerna, Uri, Ginevra e Glarona. Senza un cambiamento di rotta il rischio è che nei prossimi anni i boschi di queste regioni saranno completamente "svuotati", con conseguenze devastanti per la biodiversità, spiega il WWF. L'organizzazione considera "esemplare" solo l'atteggiamento di Argovia nonché di Basilea Città e Campagna. Cinque cantoni non sono stati valutati poiché non hanno inviato affatto o solo in maniera incompleta dati sullo stato dei propri boschi al WWF. Si tratta di Nidvaldo, Friburgo, Vallese nonché Appenzello Interno ed Esterno. Tre i criteri utilizzati per la valutazione: la presenza di riserve boschive, la certificazione del bosco con il marchio FSC di sfruttamento sostenibile nonché la salvaguardia e la promozione della biodiversità anche al di fuori delle riserve. Per evitare un disboscamento completo, l'associazione raccomanda ai cantoni di compiere finalmente passi avanti con le riserve. Due terzi dei cantoni hanno già approvato piani in questo senso, tuttavia quasi dappertutto vi sono ritardi nell'applicazione. Il WWF chiede pure che tutti i cantoni adottino il marchio FSC. Attualmente vi sono grandi differenze: Turgovia ha già certificato la totalità dei suoi boschi, altri cantoni, come Glarona, Obvaldo e San Gallo, oltre il 90%. In Ticino e Uri un'economia forestale secondo le norme di sfruttamento sostenibile invece non esiste affatto. L'organizzazione si attende per i prossimi anni un ulteriore aumento della domanda di legno, anche a causa dell'incremento del prezzo del petrolio. A farne le spese saranno soprattutto i boschi facilmente accessibili e quindi intensamente sfruttati, come quelli in Giura e nell'Altipiano. ATS
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