
I cantoni criticano i cambiamenti proposti dal Consiglio federale circa le prescrizioni riguardanti la detenzione in attesa di espulsione per quelle persone che hanno già inoltrato una richiesta d'asilo in uno Stato Ue membro di Dublino. Essi temono infatti una forte diminuzione delle persone che potranno essere allontanate. In particolare, i cantoni sono contrari ad abolire il periodo di detenzione - fino a 6 mesi - che precede l'espulsione. Nella sua presa di posizione in merito alla procedura di consultazione, la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia indica che si tratta dell'unico strumento che garantisce la consegna entro i termini del richiedente l'asilo alle autorità estere incaricate di prendersene carico. I cantoni criticano anche il limite di carcerazione - da 6 settimane a 5 mesi - in vista di espulsione. Tale limite non tiene conto delle realtà sul terreno, si legge nella presa di posizione. In particolare, nei rapporti con l'Italia sussiste una periodo di attesa di parecchie settimane prima che un volo possa essere organizzato. Se una persona si rifiuta di partire, non rimane abbastanza tempo per organizzare un secondo rinvio e il soggetto deve essere rilasciato. Con questi cambiamenti, si legge nel documento, viene ridotto notevolmente lo spazio di manovra dei cantoni. Ciò ostacolerà le procedure di espulsione, specie verso l'Italia. Il numero di persone rinviate verso questo paese diminuirà.
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