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Svizzera
Canton Ginevra: “Non possiamo aspettare”
Redazione
6 anni fa
Il Consigliere di Stato Mauro Poggia parla delle motivazioni dietro alla decisione di un mini-lockdown nel canton Ginevra: “Da noi circa 1’300 casi al giorno”

Oggi alle 19 scatterà il mini-lockdown nella città di Calvino, il primo in Svizzera per la seconda ondata. Consiglio di Stato ha deciso infatti di chiudere bar e ristoranti, le attività ricreative e anche i negozi non essenziali in tutto il cantone. Le misure resteranno in vigore almeno fino al 29 novembre. Mauro Poggia, Consigliere di Stato ginevrino, spiega il perché di questa misura ai microfoni di Radio3i: “Purtroppo, quando si vede che la curva dei contagi sale come è salita in questi giorni, con 1'300 casi al giorno nel Canton Ginevra, e sappiamo che tra 10 giorni il 10% circa di queste persone arriverà in ospedale, non si può più aspettare. I nostri ospedali sono già sotto pressione, bisogna prendere delle decisioni dure ma che fanno capire alla popolazione che bisogna cambiare comportamento”.

Per quelle attività come ristoranti, bar e negozi non essenziali che dovranno chiudere, quali aiuti sono previsti da parte vostra?
“Ci sono gli aiuti già previsti questa primavera, come le indennità di lavoro ridotto e di perdita di guadagno pagate dalla disoccupazione. In più ci saranno degli aiuti puntuali dal Cantone per i casi di rigore. Dalle discussioni che abbiamo avuto con la Confederazione però possiamo già dire che quello che era stato messo in pratica questa primavera per rendere più facile l’accesso a queste prestazioni sarà reinserito a partire da novembre”.

Misure in vigore fino a fine mese e poi la situazione sarà rivalutata. Quali sono le vostre proiezioni?
“Difficile da dire, speravamo di poter evitare queste misure. Cosa succederà a Natale penso che non possa prevederlo nessuno che sia serio. Comunque abbiamo tutti la speranza di poter uscirne, ed è per questo che prendiamo adesso provvedimenti così duri, sperando che abbiano un impatto tra tre settimane”.

Misure che potrebbero essere riprese dagli altri Cantoni. Ginevra farà dunque da apripista?
“Sa, è anche difficile essere i primi e i soli a prendere delle misure: si capisce chiaramente che se i ginevrini andranno nel Canton Vaud a fare spesa l’impatto dei provvedimenti sarà molto meno chiaro dal punto di vista sanitario. Quindi se almeno i cantoni a noi vicini adottassero le stesse misure sarebbe più semplice, ma non bisogna dimenticare che c’è sempre la responsabilità individuale di capire che adesso siamo in un periodo difficile per tutti e che se non facciamo uno sforzo tutti insieme non ci arriveremo”.

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