
La Commissione delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S) vuole fare un gesto nei confronti dei consorzi d'imprese riguardo al versamento del canone radio-tv. Si tratterebbe di esonerarli dall'obbligo di pagare il canone, al fine di evitare una doppia imposizione.
Con 9 voti contro 2, la commissione ha dato seguito a un'iniziativa parlamentare in tal senso di Hans Wicki (PLR/NW). L'omologa commissione del Nazionale deve ancora pronunciarsi, hanno indicato oggi i servizi del Parlamento.
Attualmente un'azienda è tenuta a pagare il canone radio-tv se è assoggettata all'IVA e se realizza un fatturato annuo minimo di 500'000 franchi. La fattura annua varia tra 365 a 35'590 franchi, a seconda del giro d'affari.
Le imprese e i Comuni non sono soddisfatti del nuovo sistema applicato. Diverse società hanno avuto la cattiva sorpresa di vedersi imporre a più riprese, tramite filiali o partecipazioni a consorzi. Per questo la CTT-S, seguendo la via dell'iniziativa parlamentare, chiede che venga introdotta una deroga per i consorzi.
Soluzioni alternative
Nella recente sessione estiva delle Camere, la camera dei cantoni ha adottato un postulato che domanda al Consiglio federale proprio di proporre soluzioni alternative al metodo di calcolo del canone pagato dalle imprese.
La CTT-S non intende invece esonerare tutte le imprese dal versamento del canone. Con 10 voti contro 2, ha deciso di non dar seguito all'iniziativa parlamentare di Gregor Rutz (UDC/ZH), che l'omologa commissione del Nazionale aveva sostenuto.
Visto che il nuovo sistema di riscossione è entrato in vigore soltanto dal primo gennaio di quest'anno, la CTT-S preferisce attendere una valutazione dell'efficacia del nuovo dispositivo prima di prevedere una nuova modifica. Il Consiglio federale farà il punto della situazione alla metà del 2020.
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