
Il Consiglio nazionale ha iniziato il dibattito di dettaglio sulla revisione della Legge federale sulla radiotelevisione (LRTV). Quasi tutte le proposte di minoranza sono state bocciate. L'unica accolta è quella che permette di esentare dal pagamento del canone coloro che non hanno apparecchi destinati alla ricezione della radio e della televisione. Attualmente le discussioni sono sospese per la pausa pranzo, riprenderanno alle 15:00.
In futuro, colui che non vorrà pagare il canone dovrà dimostrare di non avere alcun dispositivo di ricezione di programmi radio/tv. L'esenzione avverrà inoltre solo su richiesta e sarà valida per un periodo limitato nel tempo (5 anni). L'esonero varrà inoltre solo per le persone fisiche, la possibilità di estenderla anche alle imprese è stata respinta con 100 voti contro 85 e un astenuto.
Il numero di persone che non dispone di alcun apparecchio radio/tv è in costante diminuzione, è quindi possibile fare un gesto a favore di queste persone, ha spiegato Kurt Fluri (PLR/SO). Anche i Verdi hanno sostenuto questa proposta ritenuta essenziale per non trasformare il canone da una tassa a un'imposta. Le economie domestiche che potranno chiedere l'esenzione, inoltre, non saranno più di 20'000, ha affermato Regula Rytz (Verdi/BE).
La maggioranza della commissione, sostenuta dal Consiglio federale, avrebbe voluto che nella nuova legge non ci fosse nessuna eccezione, salvo per coloro per ricevono prestazioni complementari AVS/AI. Il sistema previsto dalla minoranza "è troppo caro e troppo complesso", ha affermato Doris Leuthard. La consigliera federale ha anche ricordato che la nuova legge sarà introdotta nel 2018 quando le persone che non avranno alcun accesso ai programmi radiotelevisivi, anche attraverso internet e smartphone, saranno una infima minoranza.
Prima dell'interruzione dei dibattiti, il Nazionale ha respinto tutta una serie di altre minoranze, la maggior parte delle quali presentate da Natalie Rickli (UDC/ZH), conosciuta per essersi più volte battuta per una radicale diminuzione dell'ammontare del canone.
I deputati hanno così bocciato, con 113 voti contro 70 e 2 astenuti, la proposta di incassare il canone tramite l'imposta federale diretta (IFD). Tale eventualità porrebbe numerosi problemi, anche di equità, considerando che il 30% della popolazione già oggi non paga l'IFD, ha spiegato la Leuthard.
Respinta, con 117 voti contro 67 e 2 astenuti, la proposta di Rickli di concedere al parlamento la competenza di fissare l'ammontare del canone. Pure bocciata - con 131 voti contro 54 e un astenuto - l'introduzione nella legge di un limite massimo di 360 franchi. Per la maggioranza dare al parlamento la competenza di fissare il tributo rischia di compromettere l'indipendenza della SSR.
Affossate pure l'idea di impedire alla società che si occuperà di incassare il canone di realizzare utili. "Nessuno è disposto a lavorare gratis", ha affermato la Leuthard.
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