
La proposta del Consiglio federale di respingere l'iniziativa popolare "200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)" è positiva, l'idea di abbassare il canone radiotelevisivo a 300 franchi è invece incomprensibile. Lo afferma l'Alleanza Diversità mediatica in una nota. L'ex "senatore" Joachim Eder (PLR/ZG), membro del comitato direttivo dell'associazione, definisce "miope la decisione di indebolire il servizio pubblico mediatico in un periodo contraddistinto da disinformazione e fake news". Lo zughese ricorda inoltre che dal 2017 il canone per le famiglie è già stato ridotto del 25%.
Il servizio pubblico "va rafforzato"
"Se la SSR viene nuovamente indebolita, i media privati non staranno meglio, al contrario: la spirale al ribasso continuerà", afferma il presidente dell'associazione Mark Balsiger. Dal suo punto di vista, alla luce dei "drammatici sviluppi" della piazza mediatica svizzera - proprio oggi CH Media ha annunciato la soppressione di 150 impieghi - sarebbe invece importante rafforzare il servizio pubblico. La SSR non ha del resto alcuna colpa se ogni anno 2 miliardi di franchi di pubblicità svizzera finiscono nelle tasche di Google e Meta, evidenzia Balsiger.
I membri dell'Alleanza Diversità mediatica
L'Alleanza Diversità mediatica conta attualmente 2500 membri. Nel comitato direttivo dell'associazione figurano una quarantina di personalità, la maggioranza dei quali sono parlamentari federali, anche del passato. Tra loro ci sono Rocco Cattaneo (PLR), Alex Farinelli (PLR), Anna Giacometti (PLR), Marina Carobbio (PS) e il presidente uscente del Consiglio nazionale Martin Candinas (Centro).

