
Oltre 70 milioni di franchi supplementari per adattare il bosco ai cambiamenti climatici e sostenere le aziende agricole colpite. Li ha chiesti oggi il Consiglio federale alla luce dell'estate canicolare e della siccità. Il dossier è ora trasmesso al Parlamento.
Boschi sotto stress
I boschi stanno subendo un forte stress da siccità, con conseguenze destinate a protrarsi per decenni, ha spiegato il consigliere federale Albert Rösti in una conferenza stampa in cui sono state illustrate le misure adottate oggi. Nel breve termine occorre garantire la sicurezza dei frequentatori rimuovendo alberi e rami pericolosi e contenere la diffusione del bostrico e di altri parassiti eliminando tempestivamente il legname infestato. Nel medio e lungo periodo sarà invece necessario rinnovare e convertire i boschi con specie più adatte al clima futuro. Alla luce dell'aggravarsi della situazione, ha proseguito Rösti, il Consiglio federale ha quindi deciso di chiedere al Parlamento 17,5 milioni di franchi aggiuntivi per il 2027, con l'intenzione di confermare lo stesso importo per il 2028 e integrarlo nel piano finanziario fino al 2031. Le nuove risorse si aggiungerebbero ai 115 milioni già previsti per la protezione del clima nelle foreste.
Tagli annullati
In questo modo verrebbero annullati i tagli nel settore decisi dal Parlamento. Rösti ha precisato che le misure di risparmio nel pacchetto di sgravio dello scorso febbraio erano dovute a tagli generalizzati decisi dalle Camere federali e che nessun contributo è stato ridotto durante l'estate. Una nuova tavola rotonda con Cantoni e settore forestale è prevista nella primavera 2027, quando sarà possibile valutare meglio i danni e definire i prossimi interventi. Rösti ha poi illustrato la situazione attuale: «La Svizzera - ha detto - sta vivendo un'estate di siccità eccezionale: fino a metà agosto non si era mai registrata così poca pioggia». Il caldo intenso - ha aggiunto - ha ulteriormente aggravato la situazione.
A preoccupare è soprattutto la durata della siccità, che sta colpendo persone vulnerabili, fauna, corsi d'acqua, ecosistemi, foreste, agricoltura, navigazione, trasporti e produzione di elettricità. Resta inoltre elevato il rischio di incendi boschivi in molte zone del Paese. Le recenti precipitazioni hanno portato un lieve miglioramento, ma solo a livello locale. Per un'inversione significativa servono piogge più abbondanti e prolungate, ha spiegato il ministro dell'ambiente.
Gli strumenti per affrontare la situazione ci sono
Rösti ha poi dichiarato che il Consiglio federale segue la situazione da vicino e dispone già degli strumenti legislativi necessari per intervenire. Non è quindi necessario dichiarare la situazione straordinaria, come avvenuto durante la pandemia. «Lo sottolineo perché bisogna distinguere tra una situazione straordinaria a livello federale e una situazione di tipo emergenziale che una singola persona può percepire come una crisi».
Secondo Rösti, questa crisi era prevedibile e la Svizzera si è già dotata di misure per affrontarla, tra cui la legge sul CO2 e la legge sul clima e sull'innovazione. Sono in corso interventi per ridurre le emissioni, sostenere la decarbonizzazione e accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Il ministro dell'ambiente ha anche citato il controprogetto all'iniziativa Blackout, che con il ritorno del nucleare punta a aumentare la produzione di elettricità priva di CO2.
La priorità, ha poi sottolineato il consigliere federale, resta quella di affrontare le cause del cambiamento climatico, senza però trascurare le misure necessarie per adattarsi agli effetti immediati della siccità. Un rapporto pubblicato lo scorso anno mostra che il caldo, la siccità estiva, ma anche le precipitazioni intense e i cambiamenti degli habitat rappresentano i principali rischi climatici per la Svizzera, ha aggiunto Katrin Schneeberger, direttrice dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).
Contadini sotto pressione
Più a corto termine, gli effetti della siccità dell'estate 2026 sull'agricoltura si concentrano soprattutto su tre aspetti: la difficoltà di liquidità di alcune aziende, dovuta all'aumento dei costi di produzione e alla riduzione dei raccolti; la carenza di foraggio; e l'aumento delle macellazioni, che a luglio hanno superato del 50% la media, facendo scendere i prezzi, ha precisato il direttore dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) Christian Hofer.
La Confederazione ha reagito con diverse misure, tra cui l'anticipo di alcuni pagamenti diretti, prestiti senza interessi e facilitazioni per l'importazione di mangimi. Oggi il Consiglio federale ha inoltre chiesto al Parlamento di aumentare di 54 milioni di franchi, per il 2026, i mezzi per finanziare aiuti per la conduzione di aziende agricole.
Nel medio e lungo termine sono invece previsti interventi per sostenere le assicurazioni contro la siccità, migliorare l'irrigazione e la gestione dell'acqua, sviluppare varietà più resistenti e aumentare la capacità del territorio di trattenere l'acqua.
Approvvigionamento assicurato
Su richiesta delle aziende del settore, l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE) sta inoltre valutando l'immissione sul mercato del 20% delle scorte obbligatorie nazionali di fonti proteiche, ha aggiunto Roland Pfister, delegato all'Approvvigionamento economico del Paese. Sebbene la valutazione sia ancora in corso, dalle prime analisi emerge un orientamento ampiamente favorevole allo sblocco, ha precisato.

