
Nel 2013 quasi 3000 rinvii per aereo di candidati all'asilo non hanno potuto essere effettuati. I cambi di prenotazioni e gli annullamenti sono costati alla Confederazione 670'000 franchi, praticamente come nell'anno precedente. Quando la Svizzera decide di rinviare per via aerea nel suo Paese un candidato all'asilo, la Confederazione riserva un posto in un volo, ma non tutti i passeggeri si presentano all'imbarco perché si ammalano, non sono più reperibili o perché decidono all'ultimo momento di non salire a bordo. In questo modo l'anno scorso non sono stati usati 3000 biglietti, ha precisato all'ats Gaby Szöllösy, portavoce dell'Ufficio federale della migrazione (UFM), commentando un'informazione pubblicata dal domenicale "Schweiz am Sonntag". Gli annullamenti sono stati più numerosi nei cantoni romandi che dispongono di meno posti di detenzione per i candidati prima della partenza. Da notare che sempre l'anno scorso quasi 12'700 candidati all'asilo sono stati rinviati nel loro Paese, volontariamente o costretti, in aereo, in treno o con altri mezzi di trasporto. Il tutto è costato 9,5 milioni di franchi. L'anno scorso vi sono stati 38 "voli speciali"per 118 persone. Il costo è stato di 2,6 milioni di franchi. Utilizzati come "ultima ratio" questi voli sono particolarmente criticati dalle organizzazioni umanitarie. Da due a tre rappresentanti della Commissione nazionale per la prevenzione della tortura sono a bordo dei velivoli, ha precisato la portavoce dell'UFM.
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