
Nonostante i costi elevati, le autorità restano convinte della fondatezza della campagna di vaccinazione delle adolescenti contro il virus del papilloma umano (HPV), responsabile del cancro al collo dell'utero. Il programma di vaccinazione, la cui copertura è stimata a 5-10 anni, è stato approvato da 25 cantoni: manca il sì del parlamento ticinese. Immediata la reazione della Lega svizzera contro il cancro che, se da un lato apprezza il principio di tale campagna, dall'altra critica il prezzo del vaccino, ritenuto troppo elevato. Inoltre vuole avere maggiori informazioni sull'impatto di questo tipo di terapia. Finora sono stati lanciati programmi di vaccinazione delle adolescenti apartire dagli 11 anni di età: tutti i cantoni propongono ormai una somministrazione del prodotto da parte dei servizi della sanità scolastica o di uno studio medico, ha rilevato in una conferenza stampa a Berna la presidente dell'Associazione dei medici cantonali Annalis Marty. Il direttore dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Thomas Zeltner, si è detto convinto che con l'elevata copertura si potranno raggiungere gli obiettivi: evitare ogni anno circa 2000 casi di lesioni precancerose, 160 casi di tumore conclamato e 50 decessi. Attualmente circa 5000 forme precancerose e 250 nuovi casi di tumori sono diagnosticati ogni anno e causano la morte di 90 donne. ATS
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