
La cancellazione di oltre 200 articoli del Blick dalla banca dati svizzera dei media (SMD) non è piaciuta alla presidenza del Consiglio svizzero della stampa, che punta il dito contro Ringier. Secondo l'organo di autocontrollo dei giornalisti, questa interferenza negli archivi distorce l'immagine di ciò che i media hanno pubblicato sul caso Spiess-Hegglin/Hürlimann.
Jolanda Spiess-Hegglin, gran consigliera ecologista di Zugo, era finita al centro di uno scandalo sessuale a causa di un fugace rapporto intimo con l'ex presidente dell'UDC cantonale e suo collega in parlamento Markus Hürlimann, nel dicembre 2014. Una vicenda che ha avuto parecchia risonanza sulla stampa.
Spiess-Hegglin rimproverava a Hürlimann di aver approfittato di lei versandole nel bicchiere gocce di uno stupefacente, la cosiddetta droga dello stupratore. L'uomo ha sempre contestato questa versione, pur ammettendo che vi era stato un rapporto sessuale consenziente. I due hanno di recente trovato un accordo extragiudiziale, con Hürlimann che ha ritirato la denuncia per calunnia e diffamazione nei confronti dell'ex collega.
In una nota odierna, il Consiglio svizzero della stampa bacchetta Ringier per la soppressione dalla SMD di numerosi articoli in relazione alla vicenda. "Affinché le generazioni future possano attingere a dati attendibili un archivio deve essere per quanto possibile completo", si legge nel comunicato.
Questa banca dati dei media ha il compito essenziale, prosegue il consiglio, di preservare tutti gli oggetti appartenenti al suo campo di raccolta: solo così può rappresentare una vera e propria memoria storica. Stando all'organo, è dunque inaccettabile che Ringier abbia rimosso di propria iniziativa un intero complesso di articoli.
Ciò sarebbe ammissibile solo in casi del tutto eccezionali, come in seguito a un'ordinanza giudiziaria. Un tale gesto, conclude il consiglio, sarebbe discutibile persino in un archivio aziendale, a maggior ragione in un database mediatico.
La banca dati svizzera dei media è detenuta per un terzo da Ringier, per un terzo da Tamedia e per un terzo dalla SSR. Nata nel 1996, raggruppa milioni di documenti pubblicati in Svizzera. Parte di questa raccolta è consultabile, a pagamento, anche da clienti esterni al settore.
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