
Da lunedì la Lombardia è uscita dalla zona gialla per approdare in zona arancione, con conseguenti maggiori limitazioni a bar e ristoranti, a cui rimane solo l’asporto. Ancora più rigida la situazione di Campione d’Italia, in zona arancione “rafforzata”. Termina così, almeno per il momento, il periodo da “isola felice” dell’enclave che, complice la quasi totale assenza di controlli doganali, ha visto moltiplicarsi una clientela fatta soprattutto di ticinesi desiderosi di dimenticare, per un momento, la pandemia e gustarsi un aperitivo o un pranzo al ristorante. Questo nonostante, almeno nominalmente, in Italia non si potesse entrare senza tampone. Situazione di cui ovviamente i ristoratori hanno goduto, anche se, come racconta Bernard Fournier, chef patron del ristorante Da Candida, intervistato da Teleticino: “Sono successi degli assembramenti e questo diventerà un po’ pericoloso, non si poteva pensare che tutto il Ticino potesse arrivare qui”.
“A febbraio l’80% dei clienti era svizzero”
Per settimane però i ticinesi sono fuggiti nei bar e nei ristoranti dell’enclave italiana, che era diventata una specie di zona franca: “A febbraio l’ottanta per cento dei clienti era svizzero”, spiega Fournier. Questo anche perché, nelle parole del sindaco di Campione Roberto Canesi “ho chiesto agli esercenti di essere rigorosi, ma la gente è stanca e risponde meno alle normative. Queste continue aperture e chiusure, in aggiunta alle differenze tra Italia e Ticino, generano molta confusione”. Qualcosa non ha funzionato e sembra che spesso e volentieri si sia scelto di chiudere un’occhio, rafforzando l’incertezza delle regole: “A febbraio, quando si è saputo che potevamo riaprire, non so quante telefonate ho ricevuto di cittadini svizzeri a chiedere se potessero venire”, racconta Fournier, “l’anno scorso il prefetto di Como aveva comunicate che noi campionesi potevamo andare in Svizzera per varie necessità (banca, supermercato, farmacia) come gli svizzeri. Quindi c’è stato come un sottinteso, anche se ovviamente non si poteva scrivere ‘venite!’ su tutti i giornali. Però era pericoloso, ora questa chiusura forse calmerà un po’ le acque”. Anche perché proprio ieri è stato segnalato nell’enclave un caso di variante inglese.
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