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Svizzera
Cambogia: resta in carcere ex capo di stato Khmer rossi
Redazione
18 anni fa

Resterà in carcere l'ex capo di Stato cambogiano durante il regime dei Khmer rossi, Khieu Samphan. Il tribunale speciale, istituito sotto l'egida Onu, ha infatti rigettato oggi il ricorso presentato dai legali di Samphan, che chiedevano la liberazione dell'ex presidente. Il ricorso verteva sul fatto che solo una parte del dossier di accuse a carico di Samphan è stato tradotto in francese, una delle tre lingue ammesse dalla Corte oltre all'inglese e al khmer, e che dunque l'ex capo di Stato non avrebbe avuto un processo equo. Il tribunale ha bollato il ricorso come "irricevibile", non essendo previste procedure di appello per questioni legate alle traduzioni. I legali dell'ex leader dei Khmer, il francese Jacques Verges ed il cambogiano Sa Sovan, avevano denunciato in dicembre che solo il 2,5% delle oltre 60mila pagine del fascicolo a carico di Samphan era stato tradotto in francese. Khieu Samphan, 77 anni, ex presidente della Kampuchea Democratica (nome ufficiale della Cambogia durante la dittatura dei Khmer rossi), è accusato di crimini di guerra e contro l'umanità in relazione alle atrocità commesse dal regime tra il 1975 ed il 1979. Assieme a lui sul banco degli imputati anche 'il carceriere di Pol Pot', Kaing Guek Eav detto 'Duch', l'ex luogotenente conosciuto come "fratello numero due", Nuon Chea, l'ex ministro degli Esteri Ieng Sery e sua moglie. ATS

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