
In Svizzera cambiare il proprio sesso sulla carta sembra un’operazione che richiede solo qualche minuto. E quanto pare lo è: un 23enne ha infatti deciso di cambiare ufficialmente genere al fine di evitare il servizio militare. Una modifica resa possibile dalla semplificazione della procedura da seguire per cambiare sesso presso un Ufficio di Stato civile, entrata in vigore appena lo scorso anno. Lo riporta la Sonntagszeitung, dove si legge come il giovane sia stato fatto entrare nella sala riunioni da un funzionario e “due minuti dopo ero una ragazza”. Non c’è di fatto stata nemmeno una domanda relativa alla motivazione che lo ha spinto a tale decisione: è bastato compilare un modulo nel cui andava indicato il nuovo nome, che però corrisponde a quello originale. Il giovane avrebbe anche chiesto se fosse possibile un ritorno alle origini in futuro, ottenendo conferma positiva. Quale la motivazione allora? Puramente economica: il cambio di sesso costa 75 franchi a fronte di una spesa decisamente più onerosa nel caso si chieda l’esonero dal servizio militare. Un episodio che ha fatto eco anche a livello internazionale e che ha portato il consigliere nazionale Lorenzo Quadri a inoltrare un’interpellanza al Consiglio federale per far luce “su questi abusi”.
“Per lo Stato è donna, anche se lui non si sente tale”
A non andare giù al consigliere nazionale leghista c’è anche il fatto che il 23enne abbia rinnovato la propria carta d’identità prima del cambio di sesso, quindi continua a utilizzare quella in cui risulta un uomo “in quanto” – si legge sul domenicale – “non si sente donna, anzi. Ha mantenuto il suo nome maschile e il suo datore di lavoro non sospetta nulla. Se deve riempire dei formulari continua a barrare la casella ‘Maschio’”. Quadri ritiene quindi questa vicenda “un abuso, nonché un episodio che ha ridicolizzato il nostro Paese a livello internazionale. Quanto sarà possibile dimostrarlo e sanzionarlo, è ancora tutto da verificare”.
“Possibili nuovi abusi”
Nell’interpellanza si legge che “il rischio che la nuova regolamentazione avrebbe spalancato la porta ad abusi era stato evidenziato durante il dibattito parlamentare dai contrari alle nuove disposizioni legali in materia di agevolazione delle procedure di cambiamento di sesso. Tuttavia, in aula, le obiezioni sollevate vennero sminuite ed irrise. Ora sappiamo che erano invece realistiche”. Motivi per cui Quadri chiede al Consiglio federale:

