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Svizzera
Calmy-Rey, clima e acqua sono nuove sfide
Redazione
17 anni fa

Cambiamenti climatici, catastrofi naturali, crisi alimentare e dell'acqua: saranno queste le nuove sfide per l'aiuto umanitario svizzero secondo la consigliera federale Micheline Calmy-Rey. Anche il crescente fenomeno della migrazione potrebbe provocare nuovi conflitti nel mondo, ha affermato oggi a Berna la ministra degli esteri, in occasione della giornata annuale dell'Aiuto umanitario. La Confederazione vuole "impiegare i suoi mezzi limitati dove il bisogno è particolarmente grande e dove disponiamo di sufficienti conoscenze specifiche", ha detto la Calmy-Rey. Quattro sono i principi a cui l'aiuto umanitario elvetico si vuole attenere: umanità, neutralità, indipendenza e imparzialità. La Svizzera continuerà inoltre a puntare sulle misure preventive, così da attenuare la portata dei conflitti e delle catastrofi future. La responsabile della diplomazia elvetica ha sottolineato gli impegni in Sudan, Afghanistan, Sri Lanka, Colombia, Gaza, Congo e nella regione africana dei Grandi Laghi. Sempre più spesso sono i civili a fare le spese dei conflitti e il diritto internazionale non viene rispettato. Ciò dipende anche dal fatto che molte guerre non si svolgono più tra due eserciti, ma tra una milizia statale e un gruppo armato. In molti casi le parti non si impegnano più a distinguere gli obiettivi militari da quelli civili. Come Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera è chiamata ad insistere sul rispetto del diritto internazionale e sull'accesso delle organizzazioni umanitarie alle vittime, ha detto la consigliera federale davanti ai circa 900 partecipanti alla giornata all'insegna del tema "Salvare vite umane - Alleviare le sofferenze". ATS

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