Cadavere in una grotta, il 22enne ha confessato
La perizia medico-legale commissionata dal Ministero pubblico argoviese ha stabilito che il giovane è morto per assideramento
Redazione
Cadavere in una grotta, il 22enne ha confessato

Ha confessato il 22enne svizzero arrestato alla fine di marzo in relazione alla scoperta, il 5 aprile 2020, del cadavere di un 24enne in una grotta vicino a Brugg (AG). Lo rende noto il Ministero pubblico argoviese, precisando che il 24enne sarebbe morto assiderato.

La vittima era domiciliata nel canton Zurigo. La sua scomparsa era stata denunciata un anno prima, il 7 aprile del 2019. Il 22enne, domiciliato nella regione di Brugg, è stato arrestato lo scorso 26 marzo. Nel frattempo ha confessato di avere rinchiuso la vittima nella grotta sul Bruggerberg e di averne ostruito l’entrata. Ciò sarebbe avvenuto il giorno in cui era stata denunciata la scomparsa del 24enne.

La perizia medico-legale commissionata dal Ministero pubblico argoviese ha stabilito che il giovane è morto per assideramento. Questa conclusione è però relativizzata dalle condizioni in cui un anno più tardi è stato ritrovato il cadavere. Il Ministero pubblico non fornisce altre informazioni sulle testimonianze dell’accusato, sulla dinamica dei fatti o sul possibile movente. Si sa soltanto che la Procura di Brugg-Zurzach ha aperto un procedimento per omicidio intenzionale, ora esteso anche ad un eventuale assassinio.

L’ufficio del giudice per le misure coercitive ha intanto dato seguito alla richiesta di porre il sospettato in detenzione preventiva per almeno tre mesi. Fino ad un’eventuale condanna, per il 22enne vale il principio della presunzione di innocenza, precisa il Ministero pubblico. Il luogo del ritrovamento è una grotta un tempo scavata dall’uomo nella pietra arenaria sul Bruggerberg, la collina che sovrasta la città di Brugg. Il 5 aprile di un anno fa, dei privati cittadini hanno liberato l’entrata ormai interrata della grotta e hanno trovato al suo interno i resti umani.

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