
Il popolo non deve poter decidere di principio se l'Esercito svizzero debba ancora disporre di Forze aeree efficienti dotate di moderni aerei da combattimento. È quanto pensa la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S), che ha respinto grazie al voto preponderante del suo presidente Josef Dittli (PLR/UR) - 6 a 6 e 1 astenuto - una mozione del Partito borghese democratico (PBD) adottata lo scorso giugno dal Nazionale per 99 voti a 77.
La mozione incarica il Consiglio federale di sottoporre il più presto possibile al voto popolare la questione di principio relativa all'acquisto di nuovi aerei da combattimento.
Secondo la maggioranza della CPS-S, sottolinea una nota odierna dei servizi parlamentari, il testo del PBD è obsoleto poiché il Consiglio federale ha già previsto di sottoporre al Parlamento entro la fine del 2018 una decisione programmatica soggetta a referendum.
Tenuto conto infatti del costo per i nuovi jet, compreso il sistema missilistico di difesa terra-aria, il governo ha deciso di sottoporre il credito di 8 miliardi a un decreto di pianificazione da presentare alle Camere. Quest'ultimo, ora in fase di consultazione, è sottoposto a referendum.
Una minoranza della CPS-S ha sostenuto invece la richiesta formulata dalla mozione, ritenendo che la sua accettazione rafforzerebbe l'approccio adottato dal Consiglio federale.
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